Italia ai Mondiali 2026: Infantino decreta il ripescaggio
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Italia ai Mondiali 2026: Infantino decreta il ripescaggio

Le speranze di un clamoroso ritorno in extremis dell’Italia ai prossimi Mondiali 2026 si sono spente definitivamente a Vancouver. Durante l'apertura del Congresso FIFA in Canada, il Presidente Gianni Infantino ha confermato ufficialmente la partecipazione dell'Iran alla rassegna iridata che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico, sbarrando la strada a qualsiasi ipotesi di ripescaggio per gli Azzurri. La decisione mette fine alle speculazioni su una possibile esclusione della selezione asiatica dovuta alle gravissime tensioni belliche con Washington, blindando il calendario che vedrà la squadra di Teheran protagonista negli stadi di Los Angeles e Seattle. La posizione della FIFA ha trovato una sponda inaspettata quanto decisiva nelle parole del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha accolto con pragmatismo la linea della federazione internazionale. «Se Gianni ha stabilito che l'Iran debba scendere in campo, per me non ci sono problemi: lasciateli giocare» ha dichiarato il leader della Casa Bianca, rimuovendo di fatto l'ultimo ostacolo politico alla presenza della nazionale iraniana sul suolo statunitense. L'intervento di Infantino è stato un accorato appello alla neutralità dello sport, sottolineando come la missione primaria del calcio sia quella di unire le popolazioni in un momento storico segnato da profonde divisioni. Il numero uno del calcio mondiale ha ribadito che nessuna federazione è attualmente sospesa, cercando di minimizzare l'incidente diplomatico avvenuto proprio alle frontiere canadesi. Sebbene 210 delegazioni su 211 siano presenti al Congresso, spicca infatti l'assenza dei vertici del calcio iraniano. Come riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, il presidente Mehdi Taj e i suoi collaboratori sono stati respinti al controllo di frontiera. Il Ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha giustificato la revoca dei permessi d'ingresso citando i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), organizzazione considerata terroristica dalle autorità di Ottawa. Nonostante il caos burocratico, il programma sportivo resta invariato. L'Iran esordirà il 15 giugno in California contro la Nuova Zelanda, disputando due match a Los Angeles e uno a Seattle. Il tabellone propone inoltre una suggestiva e rischiosa coincidenza: qualora entrambe le nazionali dovessero classificarsi seconde nei rispettivi gironi, l'incrocio tra Iran e Stati Uniti avverrebbe venerdì 3 luglio ad Arlington, in Texas, proprio alla vigilia della festa dell'Indipendenza americana. Un appuntamento che caricherebbe di un'ulteriore, pesantissima valenza simbolica il rettangolo verde, confermando come il soccer sia ormai indissolubilmente intrecciato con le dinamiche della geopolitica globale.

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