Presidente Aurelio De Laurentiis
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Serie A

Napoli, Rizzetta studia il rilancio per acquistare il club: ma De Laurentiis non apre alla cessione

SportMediaset parla di una possibile nuova proposta da 1,5-1,6 miliardi di euro. L'imprenditore americano conferma l'interesse per il Napoli, ma indica cifre inferiori e una scadenza nei primi mesi del 2027. Sullo sfondo i progetti per stadio e centro sportivo.

Matt Rizzetta continua a lavorare all'ipotesi di acquisire il Napoli attraverso Underdog Global Partners, ma tra le ambizioni degli investitori statunitensi e la posizione di Aurelio De Laurentiis resta una distanza significativa. Secondo quanto riportato da SportMediaset il 31 ottobre, il gruppo americano starebbe valutando una nuova proposta compresa tra 1,5 e 1,6 miliardi di euro, con un incremento di 200-300 milioni rispetto alla precedente valutazione di 1,3 miliardi. Il quadro, tuttavia, si è arricchito di un elemento importante: in un'intervista pubblicata domenica 1° novembre da Tuttomercatoweb, lo stesso Rizzetta ha indicato una disponibilità economica attualmente compresa tra 1 e 1,3 miliardi. Non esiste quindi, allo stato delle informazioni pubbliche, una conferma diretta del rilancio ipotizzato. Il presidente azzurro, inoltre, ha ribadito recentemente di non voler vendere la società.

La vicenda riguarda uno dei club più importanti del calcio italiano e un progetto che, nelle intenzioni di Rizzetta, non si limiterebbe all'acquisizione di una squadra di Serie A. L'obiettivo di Underdog Global Partners è costruire a Napoli una realtà multisportiva, riunendo sotto un unico marchio diverse discipline e sviluppando contemporaneamente investimenti commerciali e infrastrutturali. Il gruppo è già presente nella pallacanestro cittadina attraverso Napoli Basketball e sta lavorando ad accordi con altre organizzazioni sportive. Il calcio rappresenterebbe il principale elemento di riconoscibilità dell'intera operazione, ma anche quello economicamente più impegnativo. Da qui la necessità di coinvolgere fondi d'investimento statunitensi in grado di sostenere una transazione di dimensioni molto superiori a quelle affrontate finora.

Le cifre dell'operazione e il confronto con De Laurentiis

L'interesse di Rizzetta per il Napoli non è una novità. I contatti con De Laurentiis risalgono ai mesi precedenti e sono stati confermati pubblicamente da entrambi, sebbene con valutazioni differenti sul loro significato. Il 22 ottobre, intervenendo a Radio Kiss Kiss Napoli, il presidente azzurro aveva spiegato di aver incontrato l'imprenditore americano e alcuni rappresentanti dei fondi interessati. Le parti avevano coinvolto anche i rispettivi legali per valutare una possibile operazione, senza però arrivare, secondo il racconto di De Laurentiis, all'avvio di una vera e propria verifica approfondita della documentazione societaria.

«Il Napoli non è in vendita», aveva dichiarato il presidente, precisando di non aver deciso di cedere il club. Nella stessa intervista aveva parlato anche di una proposta da 2 miliardi e 260 milioni di euro, con una parte da corrispondere alla firma e il resto attraverso pagamenti distribuiti nell'arco di tre anni. Si tratta di una ricostruzione che presenta cifre molto diverse da quelle attribuite al gruppo di Rizzetta dalle indiscrezioni più recenti. Senza documentazione contrattuale o chiarimenti condivisi dalle parti, non è possibile stabilire se i diversi importi riguardino la medesima proposta, valutazioni effettuate in momenti differenti oppure condizioni economiche non direttamente confrontabili.

Il nuovo scenario riportato da SportMediaset prevede un possibile aumento dell'offerta fino a 1,6 miliardi, ma le parole pronunciate da Rizzetta il 1° novembre suggeriscono maggiore cautela. Intervistato da Tuttomercatoweb, l'imprenditore ha spiegato che il proprio gruppo e i finanziatori americani si collocano attualmente in una fascia «tra 1 e 1,3 miliardi di euro». Ha inoltre riconosciuto che De Laurentiis non ha alcun obbligo di vendere e che una cessione potrebbe essere presa in considerazione soltanto a condizioni ritenute eque da entrambe le parti. Non ha dunque annunciato una nuova offerta formale né confermato la disponibilità a raggiungere immediatamente le cifre ipotizzate dalla stampa.

Un altro elemento riguarda i tempi. Nell'intervista concessa il 30 ottobre al portale statunitense Sportico, Rizzetta ha spiegato di voler arrivare a una decisione entro i primi mesi del 2027, senza prolungare indefinitamente i contatti. Il Napoli resta la priorità del progetto multisportivo, ma Underdog Global Partners è pronta a valutare un investimento calcistico alternativo qualora non maturassero le condizioni per un accordo. La scadenza riguarda quindi la strategia degli investitori, non un termine fissato dalla società azzurra per completare la vendita.

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Centro sportivo, stadio e sponsor: gli investimenti che incidono sul valore del Napoli

Le prospettive economiche del club non dipendono soltanto dai risultati sportivi. De Laurentiis sta portando avanti un programma di investimenti che comprende il nuovo centro sportivo e l'ipotesi di realizzare uno stadio di proprietà. A Qualiano proseguono le operazioni preliminari per l'acquisizione dei terreni destinati alla futura struttura di allenamento, con i legali impegnati nella definizione degli accordi. Secondo le ricostruzioni de Il Mattino, la conclusione della procedura potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Al momento, tuttavia, non risulta confermato il perfezionamento dell'acquisto.

La disponibilità di infrastrutture proprie potrebbe incidere sulla valutazione del Napoli nel medio periodo, ma sarebbe improprio considerare già acquisiti gli effetti economici di progetti ancora in fase di sviluppo. La realizzazione di un centro sportivo comporta infatti investimenti e tempi di completamento, mentre uno stadio di proprietà richiederebbe un percorso autorizzativo e finanziario ancora più articolato. Sono elementi che un eventuale acquirente dovrebbe valutare insieme ai ricavi, ai costi di gestione e alle prospettive commerciali del club.

Sul fronte dello stadio, nei giorni scorsi De Laurentiis ha incontrato a Ginevra i rappresentanti della famiglia Aponte, proprietaria del gruppo MSC. Il confronto, secondo le informazioni pubblicate da Il Mattino, non avrebbe prodotto accelerazioni decisive sul progetto, ma avrebbe offerto l'occasione per discutere le prospettive della collaborazione. MSC è già uno dei principali partner commerciali del Napoli, con un accordo di sponsorizzazione fino al 2029 dal valore di circa 18 milioni di euro annui più bonus. Un eventuale prolungamento o ampliamento della partnership potrebbe rafforzare ulteriormente i ricavi commerciali, senza per questo rappresentare automaticamente un ingresso della famiglia Aponte nella proprietà.

La distinzione è fondamentale anche per valutare le ipotesi di cessione. Il progetto dello stadio, la sponsorizzazione MSC e l'interesse di Underdog Global Partners riguardano aspetti differenti del futuro societario. Possono influenzarsi sul piano economico, ma non costituiscono necessariamente parti di un'unica operazione.

Il Napoli resta quindi al centro di un interesse concreto da parte di Rizzetta, senza che esistano le condizioni per parlare di un cambio di proprietà imminente. Da un lato c'è un gruppo di investitori che considera il club essenziale per costruire una realtà multisportiva internazionale; dall'altro un presidente che, dopo ventidue anni di gestione, continua a rivendicare la volontà di guidarne lo sviluppo. I prossimi mesi serviranno a comprendere se questa distanza possa essere ridotta. Prima ancora di discutere il prezzo definitivo, però, sarà necessario chiarire un punto: se De Laurentiis sia effettivamente disposto a prendere in considerazione la cessione del Napoli.

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