La Roma affronta oggi, domenica 11 ottobre 2026, il Como di Cesc Fabregas allo stadio Giuseppe Sinigaglia, alle ore 12.30, con tre assenze importanti e la necessità di difendere la propria posizione nelle zone più alte della classifica di Serie A. Gian Piero Gasperini deve rinunciare a Mile Svilar, Bryan Cristante e Konstantinos Koulierakis, indisponibili per problemi fisici, proprio nel momento in cui la squadra si prepara ad affrontare nove partite in ventisette giorni tra campionato e Champions League. L'infortunio più pesante riguarda il portiere, fermato da una frattura non scomposta al quinto dito riportata durante un allenamento e destinato a restare fuori almeno un mese. Al suo posto giocherà Pierluigi Gollini, mentre a centrocampo sarà necessario trovare una soluzione per sostituire Cristante. Nonostante la situazione, l'allenatore non ha manifestato particolare preoccupazione per le conseguenze delle assenze e ha ribadito di considerare competitivi tutti gli elementi della rosa. La sfida contro il Como rappresenta quindi il primo vero esame di profondità del progetto giallorosso, chiamato a dimostrare di poter mantenere rendimento e organizzazione anche quando vengono meno alcuni dei suoi riferimenti principali.La lunga sosta per le nazionali avrebbe dovuto consentire alla Roma di recuperare energie e preparare con attenzione una fase particolarmente impegnativa della stagione. Il ritorno al campionato presenta invece un quadro più complicato rispetto a quello immaginato da Gasperini, costretto a intervenire contemporaneamente su reparti differenti e a rivedere alcune scelte che sembravano ormai consolidate. La perdita di Svilar modifica una delle certezze più importanti della formazione, mentre l'assenza di Cristante incide sugli equilibri del centrocampo e quella di Koulierakis riduce le possibilità di rotazione nella linea difensiva. Sono difficoltà che potrebbero pesare soprattutto considerando la vicinanza dell'impegno europeo contro il Real Madrid, ma il tecnico ha scelto di affrontarle senza trasformarle in una giustificazione preventiva. Il messaggio trasmesso alla squadra è quello di un allenatore convinto che la forza di un gruppo non possa dipendere esclusivamente dalla disponibilità degli undici giocatori abitualmente impiegati dall'inizio, soprattutto quando gli obiettivi stagionali impongono di affrontare avversari importanti con intervalli di recupero sempre più ridotti.Gasperini perde Svilar, ma non cerca scuse: la Roma deve dimostrare di avere una rosa competitivaL'infortunio di Mile Svilar rappresenta il problema più delicato perché riguarda un calciatore che nelle ultime stagioni ha garantito alla Roma continuità, sicurezza e interventi spesso determinanti per il risultato. Il portiere serbo aveva recuperato completamente da una contusione subita nella precedente partita contro l'Inter, ma durante un allenamento ha riportato una nuova lesione, indipendente dal precedente episodio. Gasperini ha spiegato che la frattura si è verificata durante una spinta apparentemente non particolarmente violenta, una dinamica che rende ancora più difficile accettare l'imprevisto. Lo staff medico dovrà stabilire se procedere con un trattamento che preveda anche l'inserimento di un rinforzo, mentre i tempi di guarigione vengono valutati in almeno quattro settimane, con la possibilità che il ritorno in campo slitti oltre la prossima sosta per le nazionali. Per una squadra che ha costruito buona parte della propria solidità anche sull'affidabilità del portiere, l'assenza di Svilar costituisce un cambiamento significativo, soprattutto perché arriva all'inizio di un periodo nel quale ogni partita potrebbe incidere sulla classifica e sul cammino europeo.Gasperini, tuttavia, ha affrontato la situazione cercando di ridimensionare le preoccupazioni. La scelta di affidarsi a Gollini non nasce da una soluzione improvvisata, ma dalla convinzione che l'ex portiere dell'Atalanta possieda esperienza e qualità sufficienti per tornare a essere protagonista. I due hanno condiviso una fase importante della propria carriera a Bergamo, prima di una separazione accompagnata da incomprensioni che sembravano aver definitivamente compromesso il rapporto professionale. Il successivo riavvicinamento alla Roma ha restituito al portiere la fiducia dell'allenatore e ora gli offre la possibilità di disputare una serie di incontri consecutivi dopo molti anni. Il tecnico ha spiegato di non temere l'impiego dei giocatori meno utilizzati e ha sintetizzato il proprio pensiero con una dichiarazione destinata a diventare il riferimento di questa fase: «Per il resto non sono preoccupato di nulla: se giocherà uno, se entrerà l'altro. Finché ho dei giocatori da far entrare, questi giocatori della rosa sono tutti in grado di essere competitivi e di offrire prestazioni positive per la Roma e per la squadra. Hanno tutti un forte attaccamento. Quindi, finché siamo in 16, va bene».La fiducia nelle alternative costituisce uno degli aspetti più importanti del lavoro che Gasperini sta cercando di sviluppare nella Capitale. L'allenatore ha costruito la propria reputazione attraverso sistemi di gioco riconoscibili, nei quali l'organizzazione collettiva permette ai singoli di esprimersi all'interno di principi condivisi. Una squadra capace di mantenere distanze corrette, intensità nella pressione e qualità nelle transizioni può assorbire meglio l'assenza di un titolare, pur senza cancellare il valore individuale di chi manca. È questo l'obiettivo che la Roma dovrà perseguire contro il Como, in una partita nella quale Gollini sarà immediatamente chiamato a confrontarsi con un attacco tecnicamente preparato, capace di muoversi tra le linee e costruire occasioni attraverso il possesso. La sfida non richiederà soltanto prestazioni positive da parte dei sostituti, ma anche una risposta dei compagni abitualmente titolari, chiamati ad assumersi maggiori responsabilità per mantenere gli equilibri complessivi.La Roma guarda in alto, ma Gasperini tiene l'Inter davanti a tutti: lo scudetto resta una prospettiva da costruireIl discorso sulle assenze si intreccia inevitabilmente con quello delle ambizioni. La Roma ha raggiunto le prime posizioni della classifica grazie a un avvio di stagione che ha alimentato entusiasmo e aspettative, ma Gasperini continua a considerare il percorso ancora lungo e il campionato troppo aperto per trasformare i risultati iniziali in certezze. La partita contro il Como assume particolare importanza proprio perché mette di fronte due squadre che hanno dimostrato di poter competere con avversari di alto livello e che condividono la volontà di consolidarsi stabilmente nelle zone nobili della Serie A. L'allenatore giallorosso ha riconosciuto il valore della formazione di Fabregas, senza però rinunciare alla convinzione che la Roma debba continuare a cercare risultati importanti. L'obiettivo immediato è dimostrare che la competitività della squadra non diminuisce automaticamente quando il calendario si complica o gli infortuni costringono a cambiare formazione.Nel confronto con le principali concorrenti, Gasperini mantiene una valutazione precisa delle gerarchie del campionato. «Ho avuto modo di dire qualche settimana fa che l'Inter è quella più sopra a tutti, ma il Como come altre fa parte di quel gruppo che si gioca le migliori posizioni», ha spiegato alla vigilia della partita. Il tecnico considera quindi i nerazzurri il principale riferimento della Serie A, ma riconosce l'esistenza di un gruppo di squadre in grado di competere per traguardi importanti. In questo contesto, l'eventuale possibilità di inserirsi nella lotta per lo scudetto rappresenta una prospettiva legata soprattutto alla continuità dei risultati e alla capacità di mantenere il livello delle prestazioni nel corso dei mesi. Gasperini non ha annunciato pubblicamente l'obiettivo del titolo, né ha indicato la Roma come favorita, ma il suo atteggiamento suggerisce la volontà di non stabilire limiti preventivi alle possibilità di crescita della squadra. La vera differenza, rispetto a una semplice dichiarazione di ambizione, sarà la capacità di attraversare momenti complicati come quello attuale senza perdere punti e fiducia.Il calendario offrirà risposte immediate. Dopo il Como arriverà il confronto con il Real Madrid in Champions League, seguito da ulteriori partite di campionato ed europee che obbligheranno Gasperini a utilizzare frequentemente giocatori differenti. La condizione atletica, il recupero dopo gli incontri e gli eventuali nuovi problemi fisici potranno modificare rapidamente le scelte dell'allenatore, rendendo particolarmente difficile programmare con largo anticipo le formazioni. La Roma dovrà quindi dimostrare di possedere non soltanto una squadra titolare competitiva, ma un gruppo capace di mantenere il proprio rendimento attraverso le rotazioni. È una condizione fondamentale per qualsiasi formazione che ambisca a restare stabilmente nelle prime posizioni, perché la differenza tra una buona stagione e un campionato di vertice si misura spesso nella capacità di ottenere risultati proprio quando le circostanze diventano meno favorevoli.La passione dell'Olimpico, Gasperini ribalta il discorso sull'ambiente romanoUn altro elemento centrale nella riflessione dell'allenatore riguarda il rapporto con la città e con i tifosi. Gasperini ha respinto l'idea che l'entusiasmo romanista possa rappresentare necessariamente un ostacolo alla crescita della squadra, sostenendo invece che il coinvolgimento del pubblico costituisca una delle risorse più importanti a disposizione del club. È una posizione che assume particolare significato in una piazza nella quale aspettative, pressione e partecipazione emotiva hanno spesso accompagnato ogni fase della stagione, soprattutto nei momenti in cui i risultati alimentano ambizioni elevate. L'allenatore ha scelto di interpretare questa dimensione come una spinta positiva, riconoscendo ai sostenitori il merito di trasmettere energia e senso di appartenenza ai giocatori. «Io non devo portare proprio nessuno dalla mia parte, semmai è il contrario. È la gente, con questa passione enorme che ha verso questa squadra, che contagia me e contagia la squadra. È un po' ribaltata la cosa», ha dichiarato, sottolineando quanto il clima che circonda la Roma possa favorire il lavoro quotidiano.La differenza rispetto a una lettura tradizionale dell'ambiente romano è significativa, perché Gasperini non considera la passione un elemento da contenere, ma una componente da trasformare in energia competitiva. L'Olimpico pieno, il sostegno costante e la partecipazione dei tifosi possono aumentare il senso di responsabilità dei calciatori, ma anche contribuire a creare le condizioni emotive necessarie per affrontare avversari più forti o momenti particolarmente difficili. Naturalmente, la spinta del pubblico non può sostituire qualità tecniche, preparazione e organizzazione, ma può rafforzare un progetto nel quale i giocatori percepiscono di rappresentare qualcosa che va oltre il risultato della singola partita. È su questa relazione che Gasperini sembra voler costruire una parte importante dell'identità della Roma, senza inseguire il consenso attraverso promesse, ma cercando di meritare la fiducia della piazza attraverso prestazioni e atteggiamento.Gasperini, la Roma e il futuro: una squadra solida ha bisogno anche di una società coinvoltaIl progetto romanista, nella visione dell'allenatore, non può però esaurirsi nei risultati del campo. Gasperini ha ribadito l'importanza di una proprietà presente e coinvolta, soprattutto considerando i passaggi che attendono il club nei prossimi anni, a cominciare dal centenario e dal percorso legato al nuovo stadio. L'idea di costruire una Roma stabilmente competitiva a livello nazionale e internazionale richiede un lavoro che coinvolga contemporaneamente squadra, dirigenza e proprietà, perché i risultati sportivi possono diventare duraturi soltanto quando vengono sostenuti da una struttura organizzativa capace di programmare nel tempo. L'allenatore ha spiegato di aver accettato il progetto giallorosso anche grazie al confronto con Dan e Ryan Friedkin, dal quale aveva ricavato la convinzione che esistessero le condizioni per avviare un percorso importante. La sua riflessione sul coinvolgimento della proprietà non costituisce necessariamente una critica alla società, ma indica quanto ritenga fondamentale mantenere una visione condivisa degli obiettivi.Questa prospettiva aiuta anche a comprendere il significato dell'attuale emergenza. Una squadra che vuole competere stabilmente ai massimi livelli deve essere preparata ad affrontare imprevisti, infortuni e momenti di difficoltà senza dipendere esclusivamente dalle condizioni dei singoli. La solidità non coincide soltanto con la capacità di subire pochi gol o mantenere equilibrio tattico, ma con la possibilità di continuare a esprimere un'identità riconoscibile anche quando le circostanze obbligano a cambiare uomini e strategie. È proprio su questo terreno che Gasperini sarà valutato nelle prossime settimane, perché l'infortunio di Svilar, l'assenza di Cristante e quella di Koulierakis rappresentano problemi concreti che richiederanno risposte immediate. Il tecnico ha scelto di non amplificarli, affidandosi alle risorse disponibili e alla convinzione che ogni elemento della rosa possa contribuire al percorso collettivo.La trasferta contro il Como inaugura dunque una fase particolarmente significativa della stagione romanista. La squadra deve difendere la propria posizione in classifica, affrontare una concorrente ambiziosa e prepararsi contemporaneamente agli impegni europei, mentre Gasperini è chiamato a gestire le prime difficoltà di un progetto che aveva trovato nell'organizzazione e nella continuità alcuni dei propri punti di forza. Il valore della Roma non verrà misurato soltanto dal risultato del Sinigaglia, ma dalla risposta complessiva che saprà offrire durante il periodo di maggiore intensità del calendario. Per il tecnico, la strada rimane quella indicata fin dall'inizio: mantenere principi chiari, coinvolgere tutti i giocatori e non permettere agli imprevisti di modificare le ambizioni del gruppo.Se la Roma vuole davvero inserirsi nel confronto con le squadre più forti del campionato, dovrà dimostrare di saper vincere anche quando non può schierare la propria formazione migliore. È questa la sfida che attende Gasperini dopo la sosta, più ancora delle singole scelte di formazione. L'allenatore non ha promesso lo scudetto e continua a riconoscere la forza dell'Inter, ma non intende rinunciare alla possibilità di costruire qualcosa di importante. Il primo banco di prova arriva a Como, senza Svilar e con una rosa da gestire attraverso nove partite ravvicinate. La risposta dirà quanto la Roma sia già una squadra solida e quanto possa ancora crescere prima di trasformare le ambizioni in obiettivi concreti.

Roma, Gasperini sfida l'emergenza e non abbassa le ambizioni: «Finché siamo in 16, va bene»
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