La lunga sosta di settembre e ottobre consegna lo scettro del calcio giocato alle nazionali e consente ai club il primo spazio dell'anno in cui fare il punto e analizzare l'inizio della stagione. La produttività della Roma in positivo e la sua permeabilità al principio dei secondi tempi in negativo sono gli argomenti più discussi, facendo scemare un po' in sordina le considerazioni sui processi di crescita dei singoli giocatori.Quale miglior momento di questo, allora, per soffermarsi sulle prestazioni di un giocatore per i piedi del quale passerà gran parte dell'equilibrio offensivo della squadra: Matias Soulé.La crescita di SouléDybala ha iniziato la stagione con una forma straripante e la porzione destra della trequarti è ormai il suo "habitat naturale". Alla Joyita Soulé, invece, le difficoltà di mercato hanno imposto di ribaltare la solita prospettiva e abituarsi alle praterie della fascia sinistra, dopo una vita calcistica - per quanto breve - spesa dall'altro lato del campo.Il processo di adattamento tattico inizia al minuto 54 di Roma-Fiorentina, quando Soulé subentra all'esordiente Mora. Da lì Mati gioca gran parte delle partite da titolare, abbinando una condizione fisica finalmente positiva ad una certa quanto scusabile mancanza di abitudine alla nuova posizione.Sulla sinistra, infatti, a Soulé Gasperini chiede un movimento inedito: accentrarsi in una posizione ibrida, a metà tra il trequartista esterno e la sottopunta. Non sorprende, dopotutto, che i due gol siglati sin qui dall'argentino arrivino entrambi da destra (col match winner segnato contro l'Atalanata senz'altro ancora negli occhi di tutti).E infine, la partita che potrebbe segnare la svolta decisiva, proprio in una delle serate più difficili del calendario di Serie A, contro l'Inter. Esclusa la furia Koné, infatti, la Joyita si guadagna probabilmente la palma di migliore dei giallorossi, sapendo abbinare qualità e quantità in una partita in cui nulla di positivo era dato per scontato.Contro i nerazzurri Soulé ha tirato due volte in porta, ha messo a referto 3 dribbling e, soprattutto, ha aiutato il centrocampo correndo in lungo e in largo, permettendo spesso alla squadra di rifiatare in uscita. Tra l'11 e il 10, Mati trova la sua serata migliore nella notte più difficile.I gol sono già arrivati da subito e ora anche la forma fisica e mentale sembrano esser state messe a punto. Il buio della seconda parte della scorsa stagione, segnata duramente dalla pubalgia, pare ormai un ricordo lontano. E Soulé, a dispetto di tutti quanti lo dessero lontano da Trigoria già in estate, vuole ed è pronto a prendersi la Roma.

Roma, la crescita di Soulé tra forma fisica e adattamento tattico
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