La Roma perde 4-3 contro il Real Madrid mercoledì 14 ottobre 2026 allo Stadio Olimpico, nella seconda giornata della fase campionato di Champions League, dopo aver condotto per 3-1 fino all'82' e aver subito tre gol negli ultimi otto minuti regolamentari. La squadra di Gian Piero Gasperini, sostenuta da oltre 60mila spettatori, aveva costruito una prestazione di grande personalità contro la formazione allenata dall'ex José Mourinho, trovando il vantaggio con Marten de Roon al 20' e reagendo al pareggio di Kylian Mbappé, arrivato cinque minuti più tardi, attraverso una straordinaria doppietta di Donyell Malen al 51' e al 57'. Quando il successo sembrava ormai vicino, però, il Real Madrid ha ribaltato completamente il risultato sfruttando tre calci d'angolo: Espí ha accorciato all'82', Endrick ha pareggiato all'85' e Antonio Rüdiger ha completato la rimonta al 90'. Una sconfitta che lascia i giallorossi con un solo punto dopo due giornate e che assume proporzioni ancora più amare per il modo in cui è maturata, al termine di una partita nella quale la Roma aveva dato a lungo l'impressione di poter conquistare una vittoria prestigiosa.La differenza tra ciò che la Roma aveva costruito e il risultato finale è racchiusa nell'ultima parte dell'incontro. Per oltre un'ora i giallorossi hanno affrontato il Real Madrid con coraggio, intensità e una qualità offensiva capace di mettere ripetutamente in difficoltà la difesa spagnola. Gasperini aveva preparato una squadra aggressiva, decisa ad attaccare senza rinunciare alla propria identità, e il campo sembrava avergli dato ragione. Il vantaggio di due reti, però, non è bastato. Quando Mourinho ha aumentato la presenza offensiva con le sostituzioni, la Roma ha progressivamente perso sicurezza nella propria area, finendo per concedere tre situazioni decisive da palla inattiva. Non è stata una rimonta costruita attraverso un dominio continuo del Real Madrid, ma un crollo concentrato in pochi minuti, durante i quali ogni calcio d'angolo si è trasformato in una minaccia insostenibile.De Roon apre la notte, Mbappé risponde: una Roma coraggiosa nonostante l'infortunio di KonéL'inizio della partita aveva mostrato immediatamente le intenzioni dei giallorossi. Soulé ha cercato la conclusione dopo appena due minuti, mentre poco dopo Hermoso ha costretto Courtois a un intervento impegnativo con un sinistro potente. La Roma non ha aspettato il Real Madrid nella propria metà campo, ma ha provato a prendere l'iniziativa attraverso la pressione e la capacità degli uomini offensivi di trovare rapidamente spazi tra le linee avversarie.Al 12' è arrivata un'altra opportunità, costruita da Molina e conclusa da Dybala con un tentativo in spaccata terminato di poco a lato. La squadra di Gasperini sembrava riuscire a mantenere alto il ritmo, anche se il primo imprevisto non ha tardato ad arrivare. Al 18' Manu Koné è stato costretto a lasciare il campo per un problema muscolare, sostituito da Niccolò Pisilli. L'uscita del francese ha privato la Roma di uno dei giocatori più importanti per intensità e recupero del pallone, imponendo all'allenatore una modifica anticipata del centrocampo.Nonostante l'infortunio, due minuti più tardi l'Olimpico è esploso. Marten de Roon ha sbloccato il risultato al 20' con un destro potente dalla distanza, leggermente deviato e sufficiente a sorprendere Courtois. Il gol ha premiato l'approccio della Roma, capace di creare difficoltà agli spagnoli attraverso movimenti aggressivi e una gestione coraggiosa del possesso.Il Real Madrid, tuttavia, ha impiegato pochissimo a reagire. Al 25' un errore di Hermoso ha favorito l'iniziativa di Mbappé, che ha trovato la conclusione vincente con un destro deviato da Mancini. Il pareggio ha riportato equilibrio nel punteggio, senza cancellare quanto di positivo mostrato dalla Roma durante la prima parte dell'incontro.La partita è rimasta aperta, con occasioni da entrambe le parti. Malen ha impegnato Courtois con un diagonale, mentre Cucurella ha sprecato un'opportunità favorevole dopo una situazione nata da un lancio lungo del portiere madrileno. Prima dell'intervallo anche Konaté ha rischiato un'autorete su un pallone indirizzato da Dybala verso Malen, mentre Bellingham ha sfiorato il vantaggio spagnolo durante il recupero.Il primo tempo si è chiuso sull'1-1, ma con un'altra preoccupazione per Gasperini. Paulo Dybala, alle prese con un risentimento muscolare, non è riuscito a proseguire la partita. All'inizio della ripresa il tecnico ha quindi inserito Rodrigo Mora, perdendo un altro elemento importante del reparto offensivo dopo l'uscita anticipata di Koné.Malen trascina la Roma sul 3-1: due gol in sei minuti e l'Olimpico sogna l'impresaLa Roma ha iniziato il secondo tempo nel modo migliore possibile, trovando due reti nel giro di sei minuti grazie a Donyell Malen. Al 51' un errore di Vinícius ha consentito ai giallorossi di recuperare il pallone e avviare un'azione conclusa dall'attaccante olandese. Servito da Mora, Malen ha controllato con qualità prima di battere Courtois con una conclusione favorita anche dalla deviazione di Valverde.Il secondo vantaggio ha restituito entusiasmo alla squadra di Gasperini, che non si è limitata a difendere il risultato. Al 57' è arrivato il 3-1, ancora con Malen protagonista. Questa volta l'assist è stato di Soulé, autore di un passaggio capace di mettere l'olandese davanti al portiere madrileno. Il destro dell'attaccante ha superato Courtois, mentre l'esultanza dell'Olimpico è arrivata soltanto dopo la verifica di una posizione inizialmente segnalata come fuorigioco.La doppietta di Malen sembrava aver indirizzato definitivamente la serata. La Roma aveva trovato tre gol contro il Real Madrid, mantenendo una pressione offensiva importante nonostante le difficoltà fisiche incontrate durante la partita. L'olandese aveva sfruttato perfettamente le occasioni create dai compagni, dimostrando velocità, precisione e capacità di leggere gli spazi concessi dalla difesa avversaria.Il 3-1 ha costretto Mourinho a intervenire. Al 58' il portoghese ha richiamato in panchina Dumfries e Vinícius, inserendo Arda Güler ed Endrick. Il cambiamento ha aumentato la vivacità offensiva degli spagnoli, che hanno cominciato a creare situazioni pericolose con maggiore frequenza.Gollini è diventato protagonista di interventi importanti, soprattutto su Mbappé. Al 62' il portiere romanista ha respinto con i piedi una conclusione dell'attaccante francese, mentre pochi minuti più tardi è rimasto attento sul primo palo dopo un'altra iniziativa madrilena. Al 68' Mbappé ha anche trovato la rete, annullata per fuorigioco, episodio che ha confermato quanto il Real Madrid fosse ancora pienamente dentro la partita.Gasperini ha provato a proteggere il vantaggio modificando l'assetto. Al 63' sono usciti Mancini e Soulé, sostituiti da Balerdi e Pellegrini, mentre all'81' Koulierakis ha rilevato Hermoso. I cambi hanno progressivamente trasformato la struttura iniziale della Roma, costretta ad affrontare un Real Madrid sempre più sbilanciato in avanti.La squadra giallorossa, tuttavia, continuava a condurre per due reti a meno di dieci minuti dalla fine. L'Olimpico vedeva avvicinarsi una vittoria capace di dare una svolta al cammino europeo. Nessuno avrebbe potuto immaginare che la partita fosse sul punto di cambiare completamente.Tre calci d'angolo, tre gol: Espí, Endrick e Rüdiger cancellano la vittoria della RomaAll'82' è cominciata una sequenza destinata a trasformare il risultato e il giudizio sull'intera prestazione romanista. Su un calcio d'angolo del Real Madrid, Endrick ha trovato una conclusione di testa respinta da Gollini. Il pallone è rimasto nell'area piccola, dove Espí è intervenuto per realizzare il 3-2. La rete ha riaperto una partita che sembrava ormai sotto controllo, alimentando immediatamente la convinzione dei madrileni di poter completare la rimonta.La Roma non è riuscita a ritrovare ordine. Tre minuti più tardi, all'85', un altro calcio d'angolo ha permesso a Endrick di segnare il 3-3 con un colpo di testa. L'attaccante brasiliano, entrato nella ripresa, ha avuto un impatto determinante sulla partita, partecipando all'azione del secondo gol e firmando personalmente quello del pareggio.In appena tre minuti, il vantaggio costruito dalla doppietta di Malen era scomparso. La squadra di Gasperini è apparsa incapace di interrompere la pressione del Real Madrid, mentre l'Olimpico ha cominciato a percepire il rischio di una sconfitta che fino a poco prima sembrava impensabile.All'87' Bellingham ha sfiorato il quarto gol con un colpo di testa terminato di pochissimo fuori, ancora su una situazione nata da calcio d'angolo. Era un segnale evidente delle difficoltà romaniste nella difesa dell'area: gli spagnoli stavano trovando occasioni ripetute sfruttando lo stesso fondamentale, senza che i giallorossi riuscissero a modificare efficacemente le proprie marcature.Al 90' è arrivato il colpo definitivo. Un altro calcio d'angolo ha trovato Antonio Rüdiger, l'ex difensore della Roma, capace di segnare il gol del 4-3 e completare una rimonta straordinaria. Tre reti in otto minuti, tutte originate da situazioni di corner, hanno capovolto una partita che Gasperini aveva condotto con due gol di vantaggio fino alla fase conclusiva.Il destino ha aggiunto una componente emotiva particolarmente amara. Il gol della vittoria del Real Madrid porta la firma di un ex romanista, mentre sulla panchina avversaria sedeva José Mourinho, l'allenatore della Conference League del 2022. Una serata che aveva già un significato speciale per la presenza del portoghese si è così chiusa con una delle sconfitte più dolorose della recente storia europea giallorossa.Roma, una sconfitta che va oltre il risultato: gli infortuni e la fragilità nel finaleIl 4-3 lascia a Gasperini una doppia lettura della partita. Per gran parte dell'incontro, la Roma ha dimostrato di poter affrontare il Real Madrid con personalità e qualità offensive. I tre gol realizzati contro Courtois e la capacità di costruire occasioni anche dopo le sostituzioni forzate rappresentano elementi positivi, soprattutto considerando il valore dell'avversario.Tuttavia, subire tre reti negli ultimi otto minuti dopo essere stati avanti 3-1 costituisce un problema che non può essere attribuito soltanto alla qualità degli spagnoli. La difesa delle palle inattive ha mostrato difficoltà evidenti, mentre la squadra non è riuscita a recuperare lucidità dopo il primo gol della rimonta. Il Real Madrid ha individuato una fragilità e l'ha sfruttata ripetutamente, trasformando ogni corner finale in un'occasione concreta.La gestione dei momenti decisivi diventa quindi l'aspetto centrale dell'analisi. Una squadra che conduce di due gol a pochi minuti dal termine deve riuscire a controllare il ritmo, allontanare il pallone dalle zone più pericolose e difendere con maggiore attenzione le situazioni statiche. La Roma non è riuscita a fare nessuna di queste cose con sufficiente continuità, finendo per consegnare agli avversari una vittoria che fino all'82' sembrava estremamente difficile.Gli infortuni hanno certamente condizionato la partita. Koné è uscito al 18' per un problema muscolare, mentre Dybala non è tornato in campo dopo l'intervallo, anch'egli a causa di un risentimento. Due assenze pesanti, che hanno ridotto le possibilità di gestione della squadra e costretto Gasperini a modificare anticipatamente il proprio piano.La perdita di Koné ha privato il centrocampo di un elemento fondamentale nel recupero del pallone, mentre l'uscita di Dybala ha tolto alla Roma un giocatore capace di conservare il possesso anche nelle situazioni di maggiore pressione. Non è possibile stabilire quanto questi episodi abbiano determinato il risultato finale, ma hanno contribuito a rendere più complicata la gestione dell'incontro nella seconda parte.A rendere ancora più amaro il bilancio è la prestazione di Malen. L'attaccante olandese ha segnato due reti importanti, entrambe costruite attraverso movimenti e conclusioni di qualità, portando la Roma a un passo da una vittoria prestigiosa. La sua doppietta, che avrebbe potuto rappresentare il simbolo della serata, viene invece oscurata dal crollo finale.Mourinho vince all'Olimpico, Gasperini resta con un punto dopo due giornateIl Real Madrid lascia Roma con tre punti che sembravano ormai perduti, confermando una delle caratteristiche storicamente associate alle grandi squadre della competizione: la capacità di restare in partita anche nelle circostanze più difficili. Mourinho ha modificato la formazione nella ripresa, trovando soprattutto con Endrick una risorsa determinante. L'attaccante brasiliano ha contribuito direttamente alla rimonta, mentre Rüdiger ha completato il sorpasso all'ultimo minuto.Per Gasperini, invece, il bilancio europeo dopo due giornate diventa complicato. Al pareggio per 1-1 ottenuto in trasferta contro il Fenerbahçe segue una sconfitta casalinga che lascia la Roma ferma a un punto nella classifica unica della Champions League. Il prossimo appuntamento contro lo Slovan Bratislava, in programma il 20 ottobre, acquista quindi un'importanza particolare per la necessità di recuperare terreno.Prima ancora della classifica, però, la Roma dovrà affrontare le conseguenze psicologiche e tecniche della serata. La squadra ha dimostrato di avere qualità sufficienti per segnare tre gol al Real Madrid, ma non la solidità necessaria per conservare il risultato quando la pressione avversaria è diventata massima. È questa la contraddizione che Gasperini dovrà risolvere nelle prossime settimane.Il pubblico dell'Olimpico aveva accolto Mourinho con cori e applausi, prima di sostenere una Roma capace di entusiasmare attraverso il gioco e i gol. Per buona parte della ripresa sembrava che la serata potesse trasformarsi in un successo memorabile, soprattutto dopo il secondo gol di Malen. Invece, il ritorno della Champions League all'Olimpico si chiude con una rimonta che lascia incredulità e amarezza.La differenza tra il sogno e la sconfitta è tutta negli ultimi minuti: all'81' la Roma conduceva 3-1, al 90' perdeva 4-3. In mezzo, tre calci d'angolo, tre gol e una partita completamente capovolta. Gasperini dovrà ripartire da quanto di buono mostrato per oltre un'ora, ma senza ignorare il significato del crollo finale.Roma-Real Madrid finisce 3-4. Il talento di Malen aveva acceso l'Olimpico, ma la rimonta di Mourinho lo ha spento nel giro di otto minuti.

Roma-Real Madrid 3-4, crollo incredibile all'Olimpico: Mourinho rimonta tre gol in otto minuti, Malen non basta
Segui SerieAGoal su Google
Aggiungici alle tue fonti preferite per trovare più facilmente le nostre notizie su Google.
Fonte originaleSoloLaRomaPuoi leggere e condividere questo articolo anche sul sito che lo ha pubblicato originariamente.
Vai all’articolo originale ↗







