La Roma perde 4-3 contro il Real Madrid di José Mourinho nella seconda giornata della Champions League 2026/2027, disputata mercoledì 14 ottobre allo Stadio Olimpico, e vede sfumare una vittoria che sembrava ormai conquistata dopo il 3-1 firmato da Donyell Malen al 57'. La squadra di Gian Piero Gasperini aveva costruito una prestazione offensiva di alto livello, trovando il primo vantaggio con Marten de Roon e poi due reti in sei minuti con l'attaccante olandese, prima di subire la rimonta madrilena attraverso tre calci d'angolo trasformati in gol da Espí, Endrick e Rüdiger tra l'82' e il 90'. Malen è il migliore della Roma, con un 8 in pagella, mentre Soulé e de Roon meritano valutazioni positive per la qualità del loro contributo. Più difficile il giudizio sulla difesa, incapace di proteggere due reti di vantaggio nell'ultima parte dell'incontro. Gasperini viene penalizzato soprattutto per la gestione del finale, al termine di una serata nella quale gli infortuni di Koné e Dybala avevano già complicato le rotazioni.Roma-Real Madrid, le pagelle dei giallorossiGOLLINI 5,5 – Per oltre un'ora è uno dei protagonisti della resistenza romanista. Respinge con i piedi una conclusione ravvicinata di Mbappé e si fa trovare pronto anche quando il francese cerca di sorprenderlo sul primo palo. Sul pareggio del Real Madrid nel primo tempo può fare poco, ma la sua partita cambia all'82', quando una respinta non sufficientemente efficace permette a Espí di accorciare le distanze. È l'episodio che riapre un incontro apparentemente chiuso. Sui gol successivi le responsabilità principali appartengono alla difesa, ma quella respinta pesa in maniera decisiva sulla valutazione complessiva.MANCINI 6 – Interpreta la partita con personalità, cercando di mantenere alta l'attenzione contro avversari capaci di attaccare continuamente la profondità. Si assume le responsabilità della marcatura, ricorre al fallo tattico quando necessario e viene ammonito per una trattenuta su Mbappé. La sua presenza contribuisce alla solidità mostrata dalla Roma nella fase iniziale, anche se il reparto concede qualche occasione. Esce al 63', quando i giallorossi conducono 3-1: non partecipa direttamente al crollo degli ultimi minuti, circostanza che pesa inevitabilmente sul suo giudizio.NDICKA 5,5 – Una prestazione che fino all'ottantesimo minuto meriterebbe una valutazione ben differente. Affronta Mbappé senza timore, si fa valere nei duelli e dimostra di possedere la personalità necessaria per confrontarsi con attaccanti di livello internazionale. Il problema emerge nella fase conclusiva, quando la difesa romanista perde riferimenti e capacità di lettura sulle palle inattive. Da elemento centrale del reparto, Ndicka avrebbe dovuto contribuire a organizzare meglio le marcature e a impedire che tre calci d'angolo consecutivi diventassero altrettanti gol. La qualità dei primi settantacinque minuti non basta a cancellare quanto accade nel finale.HERMOSO 5,5 – Parte con grande intraprendenza e dopo appena quattro minuti costringe Courtois a un intervento impegnativo con un sinistro potente. È uno dei segnali dell'atteggiamento aggressivo scelto da Gasperini. In fase difensiva, però, commette un errore pesante nell'azione che porta al pareggio di Mbappé, permettendo al Real Madrid di ristabilire immediatamente l'equilibrio dopo il vantaggio di de Roon. Nella ripresa ritrova ordine e maggiore attenzione, contribuendo a contenere diverse iniziative degli spagnoli. Rimane una prova condizionata da una disattenzione importante, anche se lascia il campo all'81', prima della rimonta madrilena.MOLINA 5 – La sua partita racconta perfettamente le contraddizioni della Roma. Per lunghi tratti corre, difende con attenzione e offre un contributo prezioso sulla corsia destra. La qualità degli avversari lo costringe a limitare le iniziative offensive, ma l'argentino riesce comunque a garantire continuità e applicazione. Quando la gara sembra ormai indirizzata, però, perde lucidità nelle situazioni decisive. Sul gol del 4-3 non riesce a contenere Rüdiger, che trova la rete della vittoria su calcio d'angolo. È un errore troppo grave per essere compensato dalla generosità mostrata in precedenza.DE ROON 7 – Segna il gol che inaugura la nuova avventura casalinga della Roma in Champions League e lo fa con una conclusione potente dalla distanza, sorprendendo Courtois anche grazie a una deviazione. Ma il suo contributo non si esaurisce nella rete del vantaggio. L'olandese affronta un centrocampo ricco di qualità con esperienza, senso della posizione e disponibilità al sacrificio. L'uscita anticipata di Koné lo costringe a sostenere responsabilità ancora maggiori, alle quali risponde con una prestazione di sostanza. Nel finale anche lui perde parte della capacità di controllo, ma rimane uno dei migliori interpreti della serata romanista.KONÉ S.V. – La sua partita termina dopo appena diciotto minuti a causa di un problema muscolare. Aveva iniziato con la consueta intensità, ma il tempo trascorso in campo non consente una valutazione significativa. La sua uscita è uno dei primi imprevisti che Gasperini deve affrontare, perché priva il centrocampo di un giocatore fondamentale per recuperare palloni e spezzare le ripartenze avversarie.WESLEY 6 – Affronta la sfida europea con coraggio, mostrando fin dalle prime battute una buona applicazione difensiva. Le diagonali iniziali permettono alla Roma di proteggere gli spazi contro gli attaccanti madrileni, mentre le sue accelerazioni sulla fascia contribuiscono a mettere sotto pressione Cucurella. Offre intensità e continuità per buona parte dell'incontro, senza lasciarsi intimorire dalla qualità del Real Madrid. Anche lui viene coinvolto nella confusione collettiva degli ultimi minuti, quando la squadra non riesce più a difendere con ordine. La prestazione individuale rimane sufficiente, ma manca la lucidità necessaria per aiutare il reparto nel momento più difficile.SOULÉ 7 – È uno dei giocatori più importanti nella costruzione delle occasioni romaniste. Comincia con una conclusione a giro, cerca continuamente il confronto individuale e dimostra di non soffrire il peso della partita. Quando riceve tra le linee riesce a dare velocità alla manovra, soprattutto attraverso combinazioni con gli esterni e passaggi in profondità. L'assist per il secondo gol di Malen è il momento migliore della sua prestazione: un pallone preciso che libera l'olandese davanti a Courtois. Commette anche una disattenzione difensiva che rischia di favorire gli spagnoli, ma il bilancio resta ampiamente positivo. Esce al 63', con la Roma avanti di due reti.DYBALA 5,5 – La sua partita non riesce mai a decollare. Nei primi minuti ha una buona opportunità su servizio di Molina, ma la conclusione in spaccata termina fuori. Cerca di partecipare alla manovra attraverso movimenti tra le linee, senza riuscire però a incidere con la consueta continuità. La condizione fisica sembra limitarne la brillantezza e all'intervallo è costretto a lasciare il campo per un risentimento muscolare. Una prestazione lontana dal livello che ci si aspetta da lui, resa ancora più preoccupante dal problema fisico che dovrà essere valutato nei prossimi giorni.MALEN 8 – Il migliore della Roma, senza discussioni. Il suo movimento continuo mette in difficoltà Konaté e Rüdiger, costretti a controllare un attaccante che non offre mai riferimenti semplici. Nel primo tempo impegna Courtois con un diagonale, anticipando quello che accadrà nella ripresa. Al 51' riceve da Mora, controlla con grande qualità e trova il gol del 2-1, favorito anche dalla deviazione di Valverde. Sei minuti più tardi attacca perfettamente lo spazio sul passaggio di Soulé e batte nuovamente il portiere del Real Madrid. Due reti da attaccante completo, nelle quali emergono tecnica, rapidità di esecuzione e senso del gol. Avrebbe meritato di essere il protagonista assoluto di una vittoria europea memorabile. Il crollo della squadra non ridimensiona una prestazione individuale straordinaria.Le pagelle dei subentratiPISILLI 6 – Viene chiamato in causa molto prima del previsto per l'infortunio di Koné e risponde con personalità. Non è semplice entrare contro il Real Madrid senza una preparazione specifica al cambio, soprattutto in un momento nel quale il ritmo della partita è già elevato. Il giovane centrocampista offre disponibilità nei contrasti, movimento e attenzione agli equilibri del reparto. Non riesce sempre a gestire il possesso con la necessaria tranquillità, ma affronta una prova complicata senza nascondersi.MORA 6,5 – Sostituisce Dybala all'inizio della ripresa e impiega pochi minuti per incidere. Dopo un errore di Vinícius, serve a Malen il pallone dal quale nasce il 2-1, entrando immediatamente nella partita con coraggio e qualità tecnica. Nei movimenti offensivi dimostra inventiva, rapidità e capacità di dialogare con i compagni. Soffre maggiormente quando il confronto diventa fisico e quando la Roma è costretta a difendere in profondità, ma il suo ingresso rappresenta inizialmente un valore aggiunto. Un assist pesante e una prestazione che conferma le sue qualità creative.BALERDI 5 – Entra al 63' al posto di Mancini, con la Roma avanti 3-1 e la necessità di conservare ordine e intensità difensiva. Nella prima parte della sua presenza in campo riesce a mantenere una certa aggressività, ma progressivamente perde sicurezza insieme al resto del reparto. Il Real Madrid aumenta la pressione e l'argentino non riesce a dare quella stabilità che sarebbe stata fondamentale per proteggere il vantaggio. Le difficoltà sulle palle inattive coinvolgono l'intera difesa, ma da un centrale entrato per gestire il momento decisivo della partita ci si aspettava un contributo più efficace.PELLEGRINI 5,5 – Sostituisce Soulé quando la Roma conduce di due gol, una scelta che modifica inevitabilmente le caratteristiche offensive della squadra. Cerca di offrire maggiore equilibrio e disponibilità nella fase di copertura, ma non riesce a garantire la stessa incisività dell'argentino nella gestione del pallone. Quando il Real Madrid comincia a spingere, avrebbe potuto contribuire a rallentare il ritmo e a far respirare i compagni. Non ci riesce con sufficiente continuità e nel finale viene anche ammonito per un fallo su Bernardo Silva. Una prestazione generosa ma poco incisiva nel momento in cui servivano esperienza e lucidità.KOULIERAKIS S.V. – Entra all'81' al posto di Hermoso, immediatamente prima dell'inizio della rimonta madrilena. Si ritrova coinvolto in una situazione estremamente difficile, con il Real Madrid che aumenta improvvisamente la pressione e la difesa romanista incapace di ritrovare le distanze. Il tempo a disposizione è troppo limitato per un giudizio individuale attendibile, anche se il suo ingresso coincide con la fase più negativa dell'intera partita.Gasperini, il voto all'allenatoreGASPERINI 5 – La sua Roma gioca per oltre un'ora una partita che avrebbe meritato un risultato completamente diverso. L'approccio è quello giusto: squadra aggressiva, capacità di creare occasioni e volontà di affrontare il Real Madrid senza rinunciare al proprio calcio. Il vantaggio di due reti è la conseguenza di una preparazione convincente, anche considerando gli infortuni che lo costringono a modificare anticipatamente i propri piani. Il problema arriva quando la partita cambia natura e non serve più soltanto attaccare bene, ma soprattutto difendere il risultato. L'uscita di Soulé riduce la capacità della squadra di mantenere una minaccia offensiva costante, mentre i successivi interventi non riescono a evitare il progressivo arretramento. Tre gol subiti da calcio d'angolo negli ultimi otto minuti rappresentano una responsabilità collettiva che coinvolge inevitabilmente anche l'allenatore. Non si può cancellare la qualità mostrata prima del crollo, ma la gestione del vantaggio pesa troppo per assegnargli la sufficienza.Il verdetto delle pagelle: Malen merita gli applausi, ma la Roma deve imparare a vincereLa doppietta di Malen rappresenta la migliore notizia della serata giallorossa. L'olandese conferma di poter essere decisivo anche contro difese di livello internazionale, mentre Soulé dimostra di possedere personalità e qualità sufficienti per affrontare una partita di Champions League senza timori. De Roon, con il gol che sblocca la sfida e il lavoro svolto in mezzo al campo, completa il gruppo dei migliori.Il problema principale riguarda invece la capacità della Roma di riconoscere e gestire i momenti della partita. Contro il Real Madrid non basta costruire un vantaggio di due gol se poi, negli ultimi minuti, vengono meno attenzione, comunicazione e organizzazione nelle situazioni difensive. Le reti di Espí, Endrick e Rüdiger hanno messo in evidenza una fragilità che Gasperini dovrà affrontare rapidamente.L'Olimpico ha applaudito una squadra capace di giocare a tratti un calcio di grande qualità, ma la sconfitta lascia inevitabilmente un'amarezza profonda. Passare dal 3-1 al 3-4 in otto minuti significa compromettere tutto ciò che era stato costruito in precedenza. La Roma ha dimostrato di poter mettere in difficoltà una delle formazioni più forti d'Europa. Ora dovrà dimostrare di saper mantenere quel livello anche quando la partita richiede meno spettacolo e maggiore controllo.Malen è il volto migliore della notte, ma il risultato racconta soprattutto una lezione durissima: in Champions League una grande prestazione non basta, se non si è capaci di portarla fino al fischio finale.

Roma-Real Madrid 3-4, le pagelle: Malen è devastante, Soulé illumina. Difesa da incubo, Gasperini paga il crollo
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