Benzina annacquata, un distributore su cinque a Roma è fuori norma
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Benzina annacquata, un distributore su cinque a Roma è fuori norma

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Un impianto su cinque, controllato a Roma dalla Guardia di Finanza, è risultato irregolare. Non per un cavillo burocratico, ma per la sostanza stessa del prodotto venduto: benzina annacquata, gasolio impuro, prezzi non esposti come da normativa. A tracciare il bilancio è Daniele Corradini, comandante del I gruppo Roma delle Fiamme Gialle, dopo due giornate di controlli a campione su stazioni di rifornimento della Capitale e della provincia. I numeri, diffusi all'Adnkronos, parlano di oltre 10,5 tonnellate di prodotto non conforme sequestrate e sanzioni per più di 20mila euro. Un'operazione nata non a caso: alla base c'è un'inchiesta della stessa agenzia, costruita raccogliendo le segnalazioni di diversi meccanici romani che da tempo denunciavano anomalie sui carburanti venduti in città. Il tema, va detto, non era nuovo: già a maggio se n'era occupata la sezione Dossier di RomaToday. Controlli allargati al litorale Le verifiche delle Fiamme Gialle non si sono fermate ai confini cittadini. Sono arrivate fino al litorale a nord di Roma, tra Fregene, Passoscuro e Ladispoli, dove tre impianti sono stati sanzionati per aver omesso la comunicazione dei prezzi al ministero delle Imprese e del made in Italy, o per non aver esposto la media regionale prevista a tutela degli automobilisti. Un fenomeno esploso nel 2026 Non si tratta di un caso isolato, avverte Corradini: purtroppo su Roma è un fenomeno abbastanza esteso ma riguarda l'intero territorio nazionale. I dati regionali lo confermano in pieno. Nel solo 2026 il comando regionale Lazio della Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 165 tonnellate di prodotto non conforme, con un aumento rispetto al 2025 superiore al 350 per cento. Una crescita che non lascia molti dubbi sulla direzione presa dal fenomeno. Sul fronte tecnico, a spiegare la natura delle irregolarità è Fabrizio Apruzzese, dirigente dell'ufficio laboratorio di Roma dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nei campioni prelevati durante le 48 ore di controlli, spiega, abbiamo riscontrato alcune anomalie dovute alla presenza di sostanze diverse da quelle che dovevano essere naturalmente presenti. Il rapporto tra campioni regolari e irregolari, aggiunge, è di uno ogni dieci-quindici analizzati: una proporzione che non rispetta né le norme commerciali né quelle fiscali. Ed è un fenomeno in crescita in questi ultimi periodi, avverte. Acqua nella benzina, altri prodotti nel gasolio Nel dettaglio, il meccanismo della frode passa spesso dalla miscelazione: dovuto alla miscelazione di altri prodotti con il gasolio per accrescerne il volume, spiega ancora Apruzzese. Nella benzina, invece, in alcuni casi sono state riscontrate anomalie dovute alla presenza di acqua. Il risultato è sempre lo stesso: carburante diluito, ricavi più alti per i distributori, danni concreti — anche meccanici, con riparazioni costose — per gli automobilisti ignari. Le reazioni politiche La vicenda ha acceso immediatamente il dibattito politico. Il segretario della Lega Davide Bordoni ha parlato di dati intollerabili, elogiando il lavoro della Guardia di Finanza e sottolineando gli investimenti del governo, ben 2 miliardi, per calmierare i prezzi dei carburanti. Di segno diverso la lettura delle opposizioni. Per Francesco Boccia, presidente dei senatori Pd, siamo di fronte a un fatto molto grave: agli italiani, dice, non basta più il danno dei rincari, ora si aggiunge la beffa dei carburanti annacquati. Chiede al governo controlli non solo sui prezzi ma anche sulla qualità del prodotto, specie alla vigilia degli esodi estivi. Sulla stessa linea il senatore M5s Stefano Patuanelli, che definisce allarmanti i dati emersi a Roma e ricorda un episodio significativo: alcuni cittadini avrebbero addirittura applaudito i finanzieri durante le verifiche. Più duro l'affondo sul ministro Adolfo Urso, di cui contesta la gestione del dicastero, definendolo un carrozzone allo sbando. I controlli, intanto, proseguono. E il numero delle tonnellate sequestrate, secondo quanto trapela dagli stessi uffici della Guardia di Finanza, è destinato a crescere ancora nelle prossime settimane.

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