Le magiche notti europee dell’Olimpico diventano “Sere nere” come cantava Tiziano Ferro. Dopo l’1-1 del Dall’Ara, la Roma non sfrutta il fattore casa: è costretta a rimontare due volte e cede al definitivo 4-3 di Cambiaghi al supplementare. Per il secondo anno consecutivo i giallorossi vengono eliminati agli ottavi di Europa League. Un Olimpico insuperabile, l’unico a meritare la scena Il fattore campo non ha deluso le aspettative: lo Stadio Olimpico, trascinato dalla Curva Sud, si è fatto trovare pronto per quello che era, ad oggi, l’appuntamento più importante della stagione. Sessantamila tifosi, sessantamila voci e sessantamila bandiere, la Lupa al centro della Sud, tanto giallo e tanto rosso. Il pubblico della Roma non ha eguali, oggi lo ha dimostrato ancora una volta accompagnando la squadra sin dall’ingresso del riscaldamento, fino al “secondo inno” cantato a cappella prima dei supplementari. Eppure tutto ciò non è bastato, la prestazione della squadra per gioco e atteggiamento non ha rispecchiato quella voglia e quella fame di vittoria che invece era presente sugli spalti con i tifosi che hanno lasciato la propria voce all’Olimpico. Dalla coreografia ai fischi: tutti respinti dalla Sud Fischi assordanti, a manifestare il pensiero unanime della tifoseria giallorossa dopo la deludente serata: così si è chiusa la prestazione a due facce dell’Olimpico. Come riportato da Gianluca di Marzio a Sky Sport i giocatori, intenzionati ad andare sotto la Curva Sud, sono stati respinti dalla tifoseria: un segnale che esprime chiaramente tutto il disappunto di un popolo deluso dalla prestazione e dal risultato. Notti d’Europa, mai diventate davvero magiche Se la Roma ci ha abituato negli ultimi anni a serate indimenticabili, pensiamo alle sfide contro Leicester, Leverkusen, Milan, Bilbao - solo per nominarne alcune - quest’anno le sfide interne non sono mai andate per il verso giusto. Le uniche due vittorie sono arrivate con Midtylland e Stoccarda, mentre nelle altre due sfide la Roma è caduta con Lille (i tre rigori consecutivi falliti) e Victoria Plzen. L’eliminazione con il Bologna è stata la quinta partita, la più importante finora, la più affascinante sugli spalti e la più deludente in campo. All’uscita dallo stadio aleggiava delusione, tristezza, ma anche rabbia per la seconda eliminazione consecutiva in Europa League. L’anno scorso ci fu la debacle di Bilbao, quest’anno l’amarezza dell’Euroderby. Ora c’è solo una competizione da giocare, un obiettivo da raggiungere e un popolo da riconquistare.

Europa League, l’Olimpico da brividi non basta: la Sud fischia
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