Rúben Amorim mette sotto accusa la preparazione mentale del Milan dopo la sconfitta per 2-0 contro il Ferencváros, arrivata giovedì 5 novembre a San Siro nella quarta giornata di Europa League. Il tecnico portoghese non attribuisce il risultato alle assenze o alle numerose rotazioni effettuate rispetto al derby vinto contro l'Inter, ma alla mancanza di concentrazione e determinazione mostrata dalla squadra, soprattutto nei primi quarantacinque minuti. Una valutazione severa, accompagnata dall'assunzione delle proprie responsabilità e dalla constatazione che i rossoneri, al momento, non riescono a mantenere un rendimento adeguato tra campionato e competizioni europee. «Non eravamo preparati per giocare a calcio stasera», ha dichiarato l'allenatore nel dopopartita, riconoscendo come il successo contro i nerazzurri non sia stato seguito dalla risposta che si aspettava. Con tre punti conquistati in quattro giornate, il Milan si ritrova ora in una posizione complicata nella corsa ai playoff.
A colpire Amorim è stata soprattutto l'incapacità dei giocatori di affrontare la partita con l'atteggiamento richiesto. Il Ferencváros aveva costruito occasioni pericolose già nei primi minuti, approfittando di palloni persi durante la costruzione, mentre il Milan aveva faticato a sviluppare azioni offensive. La doppietta di Lenny Joseph nella ripresa ha poi concretizzato una superiorità che gli ungheresi avevano mostrato ben prima di passare in vantaggio. Il tecnico ha riconosciuto di non ricordare un primo tempo altrettanto negativo, insistendo sulla responsabilità che comporta indossare la maglia rossonera. «Quando indossiamo questa maglia abbiamo una responsabilità enorme e oggi abbiamo fallito», ha spiegato in conferenza stampa, aggiungendo che la squadra ha deluso i tifosi proprio nel momento in cui avrebbe dovuto dare continuità alla vittoria nel derby.











