Una settimana di indiscrezioni, di silenzi e di tensione si è conclusa con una delle conferenze stampa più attese, se non la più attesa, della stagione. Le parole di Claudio Ranieri prima della sfida di venerdì scorso contro il Pisa hanno aperto un polverone in casa Roma, con grande attesa per quella che sarebbe potuta essere la risposta di Gasperini a distanza di sette giorni. Alla vigilia del fondamentale match con l'Atalanta, il tecnico giallorosso ha voluto anticipare qualsiasi domanda relativa al Senior Advisor, per spostare l'attenzione solamente sulla sfida di domani. La questione Ranieri e il caso Wesley Gasperini ha così sintetizzato la questione: "C'è stata un'intervista di Ranieri venerdì scorso che è stata per me una sorpresa incredibile. Non c'è mai stato un tono diverso tra noi due, sia nelle conferenze che abbiamo fatto sia nei rapporti. Non me l'aspettavo. Da quel momento mi sono preoccupato solamente di non rispondere e di non creare nessun tipo di danno e di difficoltà alla squadra e ai tifosi, che domani riempiranno lo stadio. L'importante è la partita con l'Atalanta, che arriva dopo un percorso di 32 giornate di campionato e vorrei che si parlasse solo di questo". Negli scorsi, delicati, giorni, ha tenuto banco anche il caso Wesley, assente per infortunio nelle ultime due partite e che sembrerebbe essere costretto a dare forfait anche con la Dea. Una situazione che avrebbe scaturito screzi tra lo staff medico e lo stesso Gasperini: "Wesley al momento si sente di poter giocare ma la parte medica considera, giustamente o meno, che si possano essere dei rischi. Anche su questo si innescano problematiche e discussioni. Vedremo domani, ma se il medico dice no io non posso che attenermi". Spazio al campo La volontà del tecnico giallorosso di pensare alla partita senza farsi coinvolgere da ciò che sta accadendo a Trigoria è dettata dal fatto di essere conscio dell'importanza dei 90 minuti che si disputeranno all'Olimpico. Per sperare di ottenere un posto in Champions League la Roma dovrà obbligatoriamente raccogliere i tre punti: "Ora pensiamo all'Atalanta, una squadra forte. Quando ero a Bergamo consideravo la Roma uno spartiacque e pensavo che se li avessimo battuti saremmo entrati in Europa e probabilmente in Champions, ora che sono a Roma è la stessa cosa ma al contrario". Per portare a casa una vittoria servirà un'altra grande prestazione di Malen, pronto a sfruttare gli assist di un ritrovato Soulé post problemi fisici, mentre resterà da capire chi prenderà il posto di Pellegrini, che resterà ai box per almeno un mese. Sul possibile undici iniziale Gasperini si è così espresso: "Sulla formazione non è cambiato nulla rispetto alla scorsa settimana. Pisilli sembra aver recuperato da un problema alla caviglia". Fatta eccezione per Pellegrini - con El Shaarawy e Zaragoza candidati a sostituirlo dal 1' - possibile dunque una conferma in massa, con il dubbio riguardante proprio Pisilli, con El Aynaoui pronto a prendere il suo posto al fianco di Cristante. Commozione finale La sfida contro la Dea rievoca ovviamente dolci ricordi per Gasperini, che ha portato la formazione nerazzurra a diventare grande anche in Europa, prima di considerare terminato il proprio lavoro: "Sono andato via dall'Atalanta perché ritenevo chiuso il ciclo e perché pensavo di non poter fare di più. A Roma ho visto una possibilità e sono contento di questa scelta. Ho fatto 9 anni all'Atalanta e 8 al Genoa, forse vuol dire che non sono una persona così brutta (ride, ndr). Poi qualche frizione è normale, come in un matrimonio. Magari ci sono 3/4 motivi di scontro a fronte di 50/100 episodi positivi". Resta da capire se anche a Roma il tecnico di Grugliasco avrà il tempo di costruire qualcosa di importante come fatto nel recente passato con la Dea. E proprio a conclusione della conferenza stampa, nel parlare del suo periodo all'Atalanta, di cosa avrebbe portato a Roma e del suo legame con Antonio Percassi, si è lasciato andare alla commozione e alle lacrime, lasciando la sala stampa. Un finale sicuramente a sorpresa, che ha mostrato un lato umano spesso nascosto, ma che probabilmente, anche per via di una settimana ricca di tensione, alla fine, ha prevalso.

Gasperini: "Non mi aspettavo le parole di Ranieri". Commozione a fine conferenza stampa
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