Gasperini sfida Mourinho dopo Roma-Real: «Li abbiamo surclassati». Poi ammette: «Eravamo paralizzati»
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Gasperini sfida Mourinho dopo Roma-Real: «Li abbiamo surclassati». Poi ammette: «Eravamo paralizzati»

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Gian Piero Gasperini ha difeso la prestazione della Roma dopo la sconfitta per 4-3 contro il Real Madrid, maturata mercoledì 14 ottobre 2026 allo Stadio Olimpico nella seconda giornata di Champions League, respingendo la lettura di José Mourinho sul calo fisico dei giallorossi e attribuendo il crollo finale soprattutto a un blocco mentale e agli errori commessi sui calci d'angolo. Intervenuto ai microfoni di Amazon Prime Video, l'allenatore romanista ha analizzato gli ultimi minuti di una partita che la sua squadra conduceva per 3-1 grazie alla rete di Marten de Roon e alla doppietta di Donyell Malen, prima di subire tre gol tra l'82' e il 90'. Il tecnico ha riconosciuto la gravità delle disattenzioni difensive, ma ha rivendicato con forza la superiorità mostrata dalla Roma per gran parte dell'incontro. Nelle sue dichiarazioni trovano spazio anche le condizioni di Manu Koné e Paulo Dybala, entrambi costretti alla sostituzione per problemi muscolari.La delusione dell'allenatore non nasce soltanto dal risultato. La Roma aveva costruito le condizioni per battere il Real Madrid attraverso una prestazione che Gasperini considera nettamente superiore a quella degli avversari. Per questo la rimonta assume un significato ancora più difficile da accettare: non è arrivata al termine di una partita nella quale gli spagnoli avevano imposto costantemente il proprio gioco, ma dopo una lunga fase nella quale i giallorossi erano riusciti a creare occasioni, segnare tre reti e mettere in difficoltà la formazione di Mourinho. Il tecnico non intende cancellare quanto di positivo è emerso durante la gara, pur riconoscendo che la gestione degli ultimi minuti ha compromesso tutto il lavoro precedente.«Ci siamo piantati sul traguardo»: Gasperini individua il problema della RomaIl passaggio più significativo dell'intervista riguarda la sensazione di una squadra improvvisamente incapace di reagire. Alla domanda su come fosse possibile spiegare i minuti finali, nei quali il Real Madrid ha trasformato il 3-1 in un 3-4, Gasperini ha utilizzato un'immagine che riassume la frustrazione della serata.«Ci siamo piantati sul traguardo, nel modo anche meno previsto. Siamo stati passivi sui corner. Abbiamo perso una partita che abbiamo condotto in modo notevole».La scelta delle parole è precisa. Gasperini non contesta il valore dei gol avversari, ma il modo in cui la Roma li ha concessi. Espí, Endrick e Rüdiger hanno colpito attraverso situazioni nate da calcio d'angolo, una sequenza che ha messo in evidenza difficoltà ripetute nella protezione dell'area. La squadra, fino a quel momento capace di sostenere un confronto ad alta intensità, ha perso aggressività proprio nelle situazioni in cui sarebbe stato necessario mantenere la massima concentrazione.Per l'allenatore, però, la spiegazione non riguarda esclusivamente gli errori tecnici nelle marcature. L'aspetto mentale assume un peso determinante, perché dopo il primo gol della rimonta la Roma non è più riuscita a gestire la partita con la stessa sicurezza. Il vantaggio si è progressivamente ridotto e, insieme al punteggio, è sembrata diminuire anche la capacità dei giocatori di affrontare con lucidità le situazioni successive.«Difficile trovare situazioni diverse, se non analizzare mentalmente. Loro hanno risorse su angolo, ma anche nel primo tempo. Nel finale quasi fossimo paralizzati dalla situazione».È un'ammissione importante, soprattutto per un allenatore che ha costruito gran parte della propria identità calcistica sulla capacità delle squadre di mantenere intensità e aggressività. La Roma non ha semplicemente subito la pressione del Real Madrid: secondo Gasperini, ha smesso di reagire con i tempi e la determinazione mostrati in precedenza. La differenza tra una squadra capace di attaccare con coraggio e una formazione improvvisamente passiva è diventata evidente proprio nei minuti decisivi.La lettura impone una riflessione che va oltre le palle inattive. Una squadra in vantaggio di due reti a pochi minuti dal termine deve saper modificare il proprio comportamento senza perdere organizzazione, riconoscendo quando è necessario allontanare il pallone, rallentare il gioco o difendere collettivamente una zona di campo. La Roma non è riuscita a trasformare la superiorità costruita durante la partita in una gestione altrettanto efficace del risultato. Gasperini dovrà lavorare soprattutto su questo aspetto, perché la Champions League non concede margini di errore quando l'avversario possiede risorse tecniche e fisiche di alto livello.La risposta a Mourinho: «Sono stati surclassati in tutto»Il momento più acceso dell'intervista è arrivato quando a Gasperini è stata sottoposta l'analisi di José Mourinho, secondo il quale il calcio romanista richiederebbe un'intensità difficile da sostenere per novanta minuti. Lo Special One aveva attribuito parte della rimonta al progressivo esaurimento delle energie dei giallorossi, sostenendo che il Real Madrid avesse trovato spazi e opportunità quando gli avversari non erano più riusciti a mantenere lo stesso ritmo.Gasperini ha respinto quella interpretazione senza cercare compromessi, rivendicando la qualità della prestazione romanista e ricordando le ulteriori occasioni create dalla sua squadra.«Potevamo fare anche qualche altro gol. Sono stati surclassati in tutto. I gol li hanno fatti e valgono su angolo, li hanno calciati bene, Per il resto non sono stati allaltezza».La risposta evidenzia due modi differenti di leggere la stessa partita. Mourinho considera decisiva la capacità del Real Madrid di sopravvivere alla superiorità iniziale della Roma e di sfruttare il calo degli avversari. Gasperini, invece, ritiene che il risultato non rappresenti fedelmente quanto accaduto sul campo, dove i giallorossi avrebbero meritato un esito differente per numero di occasioni e qualità del gioco.La posizione del tecnico romanista è comprensibile alla luce dello sviluppo dell'incontro. Dopo il gol di de Roon e il pareggio di Mbappé, la Roma aveva continuato ad attaccare, trovando nella ripresa due reti attraverso Malen. Il 3-1 non era nato da episodi isolati, ma da una fase nella quale i giallorossi erano riusciti a mettere ripetutamente sotto pressione la difesa madrilena. Il problema è che questa superiorità non è stata accompagnata dalla capacità di conservare il vantaggio.La valutazione di Gasperini contiene quindi una distinzione fondamentale. Da una parte esiste il giudizio sulla prestazione, che considera ampiamente positivo; dall'altra il risultato, che rimane negativo e impone di analizzare gli errori. L'allenatore non intende mettere sullo stesso piano questi due elementi, perché teme che il crollo finale finisca per cancellare i progressi mostrati dalla squadra durante il resto dell'incontro.La sfida a distanza con Mourinho si gioca soprattutto sull'interpretazione dei limiti romanisti. Per il portoghese, l'intensità richiesta da Gasperini avrebbe contribuito a esaurire le energie della squadra. Per l'allenatore giallorosso, invece, la Roma aveva ancora la possibilità di segnare e di controllare la partita, ma è stata tradita da un cedimento improvviso sulle situazioni da fermo. Sono letture differenti, entrambe legate a ciò che è successo nel finale, ma con conseguenze diverse sul piano dell'analisi tattica.I cambi e il crollo finale: Gasperini difende le proprie decisioniUno degli aspetti più discussi della partita riguarda le sostituzioni effettuate da Gasperini nella ripresa. La Roma aveva già dovuto rinunciare a Koné nel primo tempo e a Dybala durante l'intervallo, due cambi obbligati che avevano ridotto le possibilità di gestione successive. Al 63', con la squadra avanti 3-1, erano poi usciti Mancini e Soulé per lasciare spazio a Balerdi e Pellegrini, mentre nel finale Hermoso era stato sostituito da Koulierakis.La sequenza dei cambi ha accompagnato una trasformazione progressiva dell'incontro. Il Real Madrid ha aumentato il peso offensivo attraverso gli ingressi di giocatori freschi, mentre la Roma ha cercato di proteggere un vantaggio costruito con grande dispendio di energie. Nel giro di pochi minuti, però, la formazione di Gasperini ha perso la capacità di controllare la propria area, fino alla rimonta definitiva firmata da Rüdiger.Interrogato sulla possibilità di ripetere le stesse scelte, Gasperini ha sottolineato come alcune decisioni fossero legate alle condizioni dei calciatori e alle necessità del momento.«Si alcune sono stai due come Mancini o Hermoso. Quando hai delle defezioni in difesa non puoi fare altrimenti».Il tecnico difende quindi l'impostazione delle proprie sostituzioni, ricordando che la gestione di una partita dipende anche dalla disponibilità fisica dei giocatori. La presenza di più problemi muscolari ha certamente complicato il quadro, soprattutto considerando la qualità degli avversari e la necessità di mantenere un livello elevato di attenzione fino al termine.Questo non elimina gli interrogativi emersi negli ultimi minuti. La Roma ha subito tre gol attraverso situazioni nelle quali l'organizzazione collettiva avrebbe dovuto compensare la stanchezza individuale. Il problema non riguarda necessariamente una singola sostituzione, ma la capacità del gruppo di conservare le proprie certezze anche dopo i cambi. Su questo punto la riflessione dell'allenatore dovrà essere particolarmente approfondita, perché la gestione delle fasi decisive rappresenta una componente essenziale della competitività europea.Gasperini ha comunque invitato a non ridurre l'intera partita agli episodi finali. «L’abbiamo vista tutti la partita. poi le gare vanno portate in fondo. I minuti finali sono determinanti, loro hanno messo gente veloce ma dobbiamo ripartire dalla partita. Chiaro che bisogna guardare anche gli aspetti negativi».La posizione dell'allenatore è dunque quella di conservare quanto di positivo è emerso, senza sottrarsi alla necessità di correggere gli errori. Per una Roma impegnata a costruire una propria identità europea, il risultato contro il Real Madrid rappresenta una battuta d'arresto pesante, ma la qualità del gioco mostrato per lunghi tratti costituisce un elemento sul quale continuare a lavorare.Koné e Dybala, doppia preoccupazione: problemi muscolari per entrambiAccanto alla sconfitta, la Roma deve affrontare le conseguenze fisiche di una partita particolarmente impegnativa. Manu Koné è stato costretto a lasciare il campo dopo appena diciotto minuti, mentre Paulo Dybala non è rientrato dagli spogliatoi dopo l'intervallo. Due sostituzioni che hanno condizionato le possibilità di Gasperini e che potrebbero avere ripercussioni anche sulle prossime partite.L'allenatore ha fornito un primo aggiornamento sulle condizioni dei giocatori, senza indicare tempi di recupero.«Dobbiamo vedere. Konè ha avuto un elongazione muscolare, Dybala anche lui un risentimento, gli altri sono acciacchi».Per Koné si parla quindi di un'elongazione muscolare, mentre Dybala ha accusato un risentimento. Saranno gli accertamenti e l'evoluzione dei sintomi a chiarire l'entità dei problemi e l'eventuale necessità di un periodo di indisponibilità. Le parole di Gasperini non permettono, al momento, di stabilire quante partite i due calciatori potrebbero saltare.L'uscita del centrocampista francese ha avuto un peso importante sull'andamento della gara. Koné rappresenta uno dei principali riferimenti della Roma nelle situazioni di recupero del pallone e nelle transizioni, grazie alla capacità di unire intensità fisica e progressione. Il suo infortunio ha costretto Pisilli a entrare molto presto, modificando gli equilibri inizialmente previsti dall'allenatore.Dybala, invece, aveva cominciato la partita partecipando alla costruzione offensiva, ma non è riuscito a proseguire dopo il primo tempo. Al suo posto è entrato Mora, autore dell'assist per il primo gol di Malen. La sostituzione ha quindi prodotto anche effetti positivi sul piano offensivo, ma ha privato Gasperini di una soluzione importante per gestire il possesso e rallentare il ritmo nei momenti di maggiore pressione.Le condizioni dei due giocatori rappresentano adesso una priorità per lo staff medico romanista. La Roma dovrà affrontare un calendario impegnativo e l'eventuale indisponibilità contemporanea di Koné e Dybala limiterebbe ulteriormente le possibilità di rotazione, soprattutto nei reparti chiamati a sostenere maggiormente l'intensità richiesta dal sistema di gioco.Gasperini riparte dalla prestazione, ma il 3-4 resta una ferita apertaLa sconfitta contro il Real Madrid lascia la Roma con un solo punto dopo le prime due giornate della Champions League, ma soprattutto con la sensazione di aver sprecato un'occasione importante. I giallorossi avevano costruito una partita capace di mettere in difficoltà uno degli avversari più prestigiosi della competizione, segnando tre reti e mantenendo per lunghi tratti il controllo delle iniziative offensive.Il risultato finale racconta però una storia differente. Tre gol subiti negli ultimi minuti, tutti sugli sviluppi di calci d'angolo, hanno cancellato il vantaggio e trasformato una possibile impresa in una delle sconfitte più amare della stagione. La reazione di Gasperini dimostra quanto il tecnico consideri difficile accettare un epilogo di questo genere, soprattutto perché non ritiene che la Roma sia stata inferiore agli avversari nel gioco.La sua analisi contiene comunque una consapevolezza importante: il problema non può essere risolto limitandosi a rivendicare la superiorità mostrata durante la partita. La capacità di difendere un risultato nei momenti decisivi deve diventare parte integrante della crescita del gruppo. Contro avversari di questo livello, la qualità offensiva e l'intensità non bastano se non sono accompagnate da organizzazione e lucidità fino al termine.Il confronto con Mourinho aggiunge una dimensione particolare alla serata. L'ex allenatore romanista ha interpretato il crollo come una conseguenza del dispendio fisico richiesto dal sistema di Gasperini; il tecnico giallorosso ha replicato rivendicando una prestazione nella quale, a suo giudizio, il Real Madrid è stato inferiore per gran parte dell'incontro. Le due letture non cambiano però il risultato: i Blancos hanno conquistato tre punti, mentre la Roma deve ripartire da una sconfitta maturata quando la vittoria sembrava ormai vicina.Gasperini non vuole che gli ultimi minuti cancellino quanto costruito nei precedenti ottanta, ma sa che proprio quei minuti saranno al centro del lavoro della squadra. La Roma ha mostrato qualità e personalità per affrontare il Real Madrid, ma ha anche evidenziato una fragilità che non può permettersi di ripetere.«Ci siamo piantati sul traguardo», ha ammesso il tecnico. È l'immagine che meglio restituisce il significato della serata: la Roma aveva percorso quasi tutta la strada verso una vittoria prestigiosa, ma si è fermata proprio quando mancava l'ultimo passo.

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