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UEFA Europa League

Juventus, Spalletti furioso con Cabal contro l'AZ: «Ti do un cazzotto». Il motivo del rimprovero

Il tecnico perde la pazienza nel finale della gara vinta 2-1 in Europa League. Nel mirino le esitazioni difensive del colombiano, mentre gli olandesi sfiorano il pareggio. Poi la spiegazione: «Le decisioni non prese sono peggiori di quelle sbagliate».

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Luciano Spalletti ha rimproverato duramente Juan Cabal durante il finale di AZ Alkmaar-Juventus, la partita di Europa League vinta 2-1 dai bianconeri giovedì 5 novembre. L'allenatore, irritato per le disattenzioni difensive che avevano consentito agli olandesi di riaprire l'incontro, ha affrontato il colombiano con un gesto particolarmente acceso, accompagnato da parole inequivocabili. «Ti do un cazzotto, capito? Capito?», è il labiale riportato dalle ricostruzioni giornalistiche dell'episodio. La scena, ripresa dalle telecamere, è arrivata nei minuti in cui la Juventus stava rischiando di compromettere il doppio vantaggio costruito nel primo tempo con Koopmeiners e Kolo Muani. La reazione del tecnico ha attirato l'attenzione, ma le dichiarazioni successive permettono di comprendere soprattutto quale comportamento tattico non abbia accettato.

La Juventus aveva controllato la gara per buona parte dell'incontro, prima di perdere progressivamente compattezza nella ripresa. Cabal, entrato al 60' al posto di Andrea Cambiaso, si è trovato a difendere la propria fascia contro avversari freschi, tra cui Oufkir e Dijkstra, inseriti dall'allenatore dell'AZ per aumentare la pressione offensiva. Proprio da quella zona è nata la rete di Meerdink all'88': un pallone recuperato sulla destra dagli olandesi ha permesso a Oufkir di avviare l'azione, conclusa dall'attaccante con il gol dell'1-2. Poco dopo, un'altra situazione difensiva gestita con difficoltà ha portato alla rete del possibile pareggio, successivamente annullata per fuorigioco. Due episodi ravvicinati che hanno trasformato una vittoria apparentemente acquisita in un finale estremamente complicato.

La rabbia di Spalletti e il problema delle marcature

Il confronto con Cabal è maturato nel momento di maggiore tensione della partita. Secondo le ricostruzioni pubblicate dopo l'incontro, Spalletti non avrebbe tollerato soprattutto l'incertezza del difensore nella lettura dei movimenti avversari. Il colombiano è apparso in difficoltà nel decidere quale giocatore seguire e quando intervenire, lasciando agli attaccanti dell'AZ il tempo necessario per attaccare gli spazi. Il tecnico gli si è avvicinato visibilmente contrariato, gesticolando e rivolgendogli un rimprovero particolarmente duro. Non risultano gesti violenti nei confronti del calciatore, ma il linguaggio utilizzato ha reso evidente il nervosismo dell'allenatore per una situazione che avrebbe potuto cancellare il lavoro svolto dalla squadra nei precedenti ottanta minuti.

La spiegazione più significativa è arrivata nel dopopartita, quando Spalletti ha affrontato il tema senza concentrare pubblicamente le responsabilità su un singolo giocatore. Il tecnico ha descritto le difficoltà che nascono quando i difensori attendono che sia un compagno a intervenire, perdendo il tempo necessario per chiudere una linea di passaggio o seguire un inserimento. «Le decisioni non prese sono peggiori di quelle sbagliate», ha osservato, indicando nell'esitazione uno degli errori più costosi per una squadra che difende. Un concetto che va oltre la singola marcatura: quando un calciatore rimane incerto, anche gli altri componenti del reparto possono ritardare il proprio movimento, compromettendo le distanze e lasciando spazi agli avversari.

Nel caso della Juventus, la difficoltà è emersa soprattutto quando l'AZ ha aumentato il numero di giocatori coinvolti nella manovra offensiva. La squadra di Spalletti, efficace nella pressione alta durante il primo tempo, ha progressivamente arretrato il proprio baricentro, senza riuscire a mantenere la stessa aggressività nella gestione del pallone. Il tecnico ha riconosciuto che sarebbe stato necessario segnare una terza rete oppure conservare meglio il possesso nella parte conclusiva della gara. L'episodio di Cabal si inserisce dunque in un problema collettivo, anche se la reazione dell'allenatore si è concentrata sulle responsabilità immediate del difensore.

Una vittoria importante, ma il finale lascia un avvertimento

Nonostante la tensione, Spalletti ha espresso soddisfazione per la prestazione complessiva della Juventus. Il successo in Olanda è stato costruito attraverso una prima frazione giocata con coraggio, pressione offensiva e capacità di recuperare il pallone nella metà campo avversaria. Il tecnico ha apprezzato soprattutto la disponibilità dei calciatori ad affrontare un avversario organizzato, riconoscendo anche il contributo di chi è rimasto in panchina. La sua valutazione positiva non ha però cancellato i rischi degli ultimi minuti, quando la squadra ha concesso all'AZ la possibilità di riaprire una gara che avrebbe potuto chiudere con maggiore anticipo.

La strigliata a Cabal racconta quindi due aspetti differenti della gestione di Spalletti: l'intensità con cui l'allenatore vive le situazioni di campo e l'attenzione richiesta ai giocatori nella lettura delle azioni difensive. Le parole rivolte al colombiano restano particolarmente dure e non possono essere considerate un normale dettaglio tattico. Ma il ragionamento espresso successivamente chiarisce la priorità dell'allenatore: una Juventus che vuole tornare competitiva deve imparare a reagire senza esitazioni, soprattutto nei momenti in cui l'avversario aumenta la pressione. I tre punti conquistati contro l'AZ rappresentano un passo avanti nel percorso europeo; la gestione degli ultimi minuti, invece, rimane un aspetto sul quale intervenire.

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