Roma-Genoa, Gasperini suona la carica: «Abbiamo pochi cambi». Koné e Dybala fuori, spazio a Castro
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Roma-Genoa, Gasperini suona la carica: «Abbiamo pochi cambi». Koné e Dybala fuori, spazio a Castro

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Gian Piero Gasperini chiede alla Roma una reazione immediata dopo la sconfitta per 4-3 contro il Real Madrid e prepara la sfida di sabato 17 ottobre, alle 20:45 allo stadio Olimpico, contro il Genoa allenato da Daniele De Rossi. Nella conferenza stampa di venerdì al centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria, il tecnico giallorosso ha confermato le assenze di Manu Koné e Paulo Dybala, che si aggiungono a quelle di Bryan Cristante, Mile Svilar e dello squalificato Donyell Malen. Gli esami hanno evidenziato per il centrocampista francese una lesione muscolare di primo grado, mentre l'argentino deve recuperare da un affaticamento al polpaccio. Una situazione che obbliga l'allenatore a rivedere gli equilibri della formazione, valutando l'arretramento di Lorenzo Pellegrini e un maggiore impiego di Castro e Mora. L'emergenza, però, non modifica il messaggio di Gasperini: la Roma ha dimostrato di poter competere anche contro avversari di livello superiore, ma deve imparare a gestire i momenti difficili delle partite e trovare risorse in una rosa che il calendario sta mettendo duramente alla prova.La sconfitta contro il Real Madrid ha lasciato inevitabilmente delle conseguenze, soprattutto per il modo in cui è maturata. La Roma aveva costruito un vantaggio importante, portandosi sul 3-1 prima di subire tre reti negli ultimi minuti e consegnare agli spagnoli una vittoria che sembrava ormai lontana. Gasperini, tuttavia, non intende trasformare quella serata in un processo alla squadra, né permettere che il risultato cancelli quanto mostrato durante gran parte dell'incontro. Il tecnico considera le recenti sfide contro Inter, Como e Real Madrid una conferma del percorso intrapreso, pur riconoscendo che alcuni episodi hanno evidenziato limiti ancora da correggere. «Sì, però senza parlare di Scudetto o traguardi. Questa è una squadra che ha del valore, lo sta dimostrando da mesi. I risultati fatti non sono casuali. Ultimamente abbiamo giocato con Inter, Como e Real Madrid e in tutte queste partite abbiamo dimostrato valore anche contro avversarie così importanti», ha spiegato, prima di aggiungere: «Usciamo da queste tre partite con l'idea che se non succedono cose particolari ce la giochiamo». La Roma, insomma, non deve sentirsi inferiore alle grandi, ma nemmeno vivere ogni risultato come un giudizio definitivo sulle proprie ambizioni. È una posizione che il tecnico considera fondamentale per mantenere equilibrio in una stagione nella quale le partite si susseguono senza lasciare molto tempo per recuperare energie fisiche e mentali.Koné e Dybala, i tempi di recupero. Pellegrini può cambiare ruoloL'aggiornamento più importante riguarda Manu Koné, costretto a fermarsi durante la sfida di Champions League e sottoposto agli accertamenti necessari per stabilire l'entità dell'infortunio. Gasperini ha confermato una lesione di primo grado, lasciando comunque aperta la possibilità di recuperare il centrocampista prima della prossima sosta per le nazionali. «Koné ha fatto la risonanza. Una lesione di primo grado, non particolarmente significativa ma ci vuole il tempo necessario. Speriamo di recuperarlo con il Sassuolo, prima della sosta». Una previsione prudente, che non equivale ancora alla certezza di un rientro, ma permette di escludere almeno per il momento le ipotesi di uno stop particolarmente lungo. Più rassicurante la situazione di Paulo Dybala, alle prese con un problema al polpaccio che non sembrerebbe presentare complicazioni significative. «Dybala non ci sono situazioni particolari, è un affaticamento sul gemello del polpaccio. Speriamo di poterlo recuperare la prossima settimana». Entrambi saranno indisponibili contro il Genoa, privando la squadra di due giocatori che garantiscono caratteristiche difficili da sostituire: la capacità di Koné di sostenere il centrocampo nelle due fasi e la qualità tecnica dell'argentino nella costruzione delle occasioni offensive.La situazione non migliora considerando Bryan Cristante, ancora impegnato nel recupero dal problema fisico che lo ha costretto a saltare gli ultimi impegni. Gasperini spera di riaverlo per la sfida contro il Napoli, ma non intende accelerare i tempi rischiando una ricaduta. «Ci auguriamo che sia disponibile per il Napoli. Lui è un guerriero, ce lo auguriamo ma non vogliamo mettere a repentaglio la guarigione. Se non è Napoli è la partita dopo». L'assenza contemporanea di Cristante e Koné rende particolarmente delicata la gestione del centrocampo, dove il tecnico deve trovare una soluzione che garantisca copertura, capacità di impostazione e sufficiente equilibrio nelle transizioni. Una delle possibilità riguarda Lorenzo Pellegrini, che potrebbe essere utilizzato in una posizione più arretrata rispetto a quella abituale. Gasperini non ha nascosto di considerare concretamente questa soluzione: «Indubbiamente. Visto l'emergenza in questo momento. Quello è un ruolo che Pellegrini può fare». Il capitano giallorosso offre qualità nella gestione del pallone e capacità di inserirsi nella manovra, ma dovrà continuare a ritrovare ritmo dopo un lungo periodo condizionato dai problemi fisici. «Pellegrini è diverso, ha avuto un problema chirurgico, è stato fuori mesi. Ha bisogno di giocare per ritrovare forza e condizione, è sulla strada giusta», ha ricordato l'allenatore, lasciando intendere che il recupero della migliore condizione passerà anche attraverso un impiego progressivamente più continuo.Una garanzia, in questo momento, rimane Marten De Roon, chiamato a sostenere un reparto nel quale le alternative si sono progressivamente ridotte. Il centrocampista olandese conosce perfettamente le richieste tattiche di Gasperini, con il quale ha condiviso una lunga esperienza all'Atalanta, e ha dimostrato di poter rispondere anche quando gli impegni si concentrano in pochi giorni. Il tecnico ne ha sottolineato l'affidabilità fisica e mentale, ricordando che l'età non rappresenta necessariamente un ostacolo per un atleta abituato a lavorare con continuità. «De Roon ne ha giocate molte di più di 4 in 10 giorni. Nonostante non sia più giovanissimo è un atleta sano che non ha mai avuto questo tipo di difficoltà. Questa nuova esperienza lo motiva fortemente. Il gol è anche un premio a questa scelta che ha fatto. Lui è un giocatore di assoluta affidabilità». La possibilità di schierarlo ancora dal primo minuto assume quindi particolare importanza in una partita nella quale la Roma dovrà compensare le assenze con organizzazione e intensità. Il centrocampo potrebbe essere il reparto maggiormente modificato rispetto alle ultime uscite, anche perché Gasperini ha ammesso di voler valutare tutte le alternative disponibili, compreso l'eventuale utilizzo di giocatori normalmente impiegati in altre posizioni.Castro, Mora e la Primavera: Gasperini chiede risposte a tutta la rosaL'assenza di Donyell Malen, fermato dalla squalifica, apre uno spazio importante per Castro, indicato esplicitamente da Gasperini come uno dei giocatori chiamati a sfruttare l'occasione contro il Genoa. Il tecnico non considera la scelta un semplice ripiego imposto dalle circostanze, ma un passaggio necessario per ampliare il numero di elementi realmente coinvolti nelle rotazioni. «Castro nelle ultime due partite non ha giocato, a Como siamo rimasti in 10 mentre l'altra partita è andata così. Ha già fatto molto bene nel nostro campionato, è un ragazzo di valore, domani è un'opportunità per lui». La fiducia dell'allenatore si inserisce in un discorso più ampio sulla crescita dei giovani, perché la Roma non può affrontare campionato e Champions League affidandosi stabilmente a un gruppo ristretto di titolari. Anche Mora, utilizzato contro il Real Madrid, ha ricevuto una valutazione positiva, così come Matías Soulé, il cui percorso viene considerato ancora in evoluzione. «Sono entrambi in una fase di crescita. Mora è giovanissimo, Soulé ha fatto più campionati. Non c'è un problema su questi ragazzi», ha spiegato Gasperini, confermando la volontà di continuare a valorizzarli nonostante le difficoltà attraversate dalla squadra.Il problema più urgente riguarda però la disponibilità numerica dei giocatori, soprattutto nei reparti offensivi e in mezzo al campo. Gasperini ha osservato che la Roma dispone ancora di soluzioni in difesa e sulle fasce, mentre in altre zone del campo le assenze hanno praticamente azzerato le possibilità di intervenire dalla panchina con elementi di esperienza. È un limite particolarmente pesante in una settimana che ha già visto la squadra impegnata contro Como e Real Madrid e che proseguirà con la sfida al Genoa. «Per noi domani è la terza partita in sette giorni, martedì la quarta in dieci giorni. Questo è il calcio che è cambiato, o ci adeguiamo o subiamo», ha dichiarato, insistendo sulla necessità di abituare più calciatori possibile a sostenere responsabilità importanti. L'allenatore non esclude nemmeno la possibilità di ricorrere alla Primavera, soprattutto qualora l'andamento della partita richiedesse cambi in ruoli nei quali attualmente non esistono alternative sufficienti. «Domani la cosa che mi preoccupa è che abbiamo pochi cambi, con qualche reparto qualche Primavera potrebbe esordire», ha ammesso, fotografando una situazione che rende la gara contro il Genoa ancora più delicata.Il ragionamento del tecnico coinvolge inevitabilmente anche la costruzione della rosa e le scelte che il club dovrà affrontare in futuro. Gasperini considera insufficiente ragionare con gli stessi parametri numerici utilizzati alcuni anni fa, quando il calendario internazionale prevedeva un numero inferiore di appuntamenti e la gestione delle rotazioni risultava meno complessa. Oggi, secondo l'allenatore, una squadra impegnata su più fronti ha bisogno di almeno venti giocatori capaci di offrire un contributo effettivo, perché infortuni, squalifiche e affaticamento costituiscono elementi inevitabili nell'arco della stagione. «La squadra non è 11, nemmeno 15 o 16, ma 20 minimo nel nostro caso, quando sempre di più purtroppo o per fortuna giochi queste competizioni, devi avere un numero allargato di giocatori», ha osservato. E alla domanda sulla consapevolezza della società rispetto a queste esigenze ha aggiunto: «Oggi noi non possiamo fare niente. Quando lo dico ad agosto corro il rischio che qualcuno mi dica che mi lamento. Chi fa le coppe, chi fa questo tipo di calendario la rosa non può essere quella di 5-6 anni fa a livello numerico». Non è una richiesta di intervento immediato sul mercato, impossibile in questa fase della stagione, ma una valutazione strutturale sulle necessità di una squadra che vuole rimanere competitiva in più competizioni. Nell'immediato, tuttavia, la soluzione deve arrivare dal lavoro quotidiano e dalla crescita degli elementi già a disposizione, compresi quelli che finora hanno trovato meno spazio.Dopo il Real Madrid, la Roma deve imparare a resistere nei momenti decisiviLa rimonta subita contro il Real Madrid ha inevitabilmente riportato l'attenzione sulla gestione dei finali, uno degli aspetti sui quali Gasperini ritiene necessario intervenire senza cadere in interpretazioni troppo semplicistiche. Il tecnico ha riconosciuto che il gol del 3-2 ha prodotto una reazione negativa nella squadra, soprattutto sul piano dell'organizzazione e della capacità di affrontare immediatamente l'episodio successivo. Ma ha escluso che quanto accaduto possa essere ridotto a un generico problema fisico o a un'incapacità sistematica di sostenere la pressione delle grandi avversarie. «Il contraccolpo psicologico esiste e l'altra sera c'è stato sul 3-2. Questo è un qualcosa su cui ci devi lavorare e devi rimediare», ha spiegato, tornando poi sull'importanza di mantenere equilibrio davanti agli imprevisti. La Roma, secondo Gasperini, non deve affrontare ogni partita con il peso di dover dimostrare immediatamente di poter vincere lo Scudetto o la Champions League, perché un atteggiamento del genere rischia di trasformare ogni gol subito in una crisi di fiducia. «Questa è una squadra che si deve esprimere e basta. Se prendi gol non devi avere un calo morale in cui dici potevo vincere e ora non vinco più. Conta la prestazione e come affronti queste squadre». Il messaggio è rivolto a un gruppo che ha dimostrato di saper mettere in difficoltà avversari importanti, ma che deve ancora acquisire la maturità necessaria per continuare a giocare con lucidità quando una partita cambia improvvisamente direzione.La lettura del tecnico si concentra in particolare sulle situazioni da calcio d'angolo che hanno permesso al Real Madrid di ribaltare il risultato. Gasperini non considera la difesa a zona il problema principale, ricordando che lo stesso sistema ha funzionato in numerose altre occasioni, ma riconosce errori di attenzione e di organizzazione sui quali sarà necessario intervenire. «Sicuramente sul gol del 3-2 è mancata organizzazione. Sugli altri due gol è calata l'attenzione», ha osservato, respingendo l'idea che le difficoltà degli ultimi minuti siano necessariamente riconducibili a un crollo della condizione atletica. Il tecnico ha ricordato come le grandi squadre possano modificare l'andamento delle partite attraverso l'ingresso di giocatori capaci di incidere immediatamente, citando Endrick e l'episodio che aveva visto protagonista Federico Gatti in una precedente sfida contro la Juventus. La qualità degli avversari, soprattutto quando possono contare su alternative di alto livello, rappresenta un fattore determinante negli ultimi minuti, quando l'equilibrio fisico e tattico tende a modificarsi e ogni dettaglio assume un peso maggiore. Per questo Gasperini insiste tanto sulla necessità di allargare le rotazioni: non soltanto per proteggere i titolari dall'affaticamento, ma anche per conservare la possibilità di cambiare una partita attraverso sostituzioni realmente competitive.L'allenatore ha difeso inoltre le scelte compiute dalla panchina contro il Real Madrid, sottolineando che diversi giocatori subentrati avevano offerto risposte positive e che non sarebbe corretto attribuire loro direttamente la responsabilità dei gol incassati. Mora, Pellegrini e Pisilli, nella sua valutazione, hanno contribuito alla partita, mentre Balerdi e Koulierakis sono entrati in una fase nella quale gli episodi sui calci piazzati hanno finito per condizionare il risultato. Gasperini ha preferito riportare l'analisi su situazioni concrete, evitando che la discussione si trasformasse in una valutazione generica della personalità del gruppo. «Sulle situazioni di calcio d'angolo c'è stato timore, una mancanza di reazione. Sulla psicologia si può parlare fino a dei mesi. La farei più semplice», ha chiarito. Per il tecnico, la crescita della Roma passerà anche dalla capacità di distinguere gli errori correggibili dalle interpretazioni emotive che rischiano di ingigantire una singola sconfitta. La squadra deve certamente lavorare sui momenti nei quali perde compattezza, ma non può dimenticare le qualità dimostrate per oltre ottanta minuti contro una formazione del livello del Real Madrid.Il Genoa di De Rossi all'Olimpico: una partita complicata anche senza l'emergenzaLa sfida contro il Genoa assume un significato particolare per la presenza di Daniele De Rossi sulla panchina avversaria, ma Gasperini ha concentrato soprattutto l'attenzione sulle caratteristiche della squadra rossoblù. Secondo il tecnico, il Genoa presenta difficoltà molto diverse rispetto a quelle affrontate contro il Real Madrid: meno individualità di livello internazionale, ma una struttura collettiva capace di occupare gli spazi con efficacia e rendere complicata la costruzione delle occasioni. «Giochiamo anche con diverse defezioni, con una squadra che non ha i campioni del Real ma ha un'organizzazione superiore e una capacità di riempire gli spazi superiore. Quindi sarà un altro tipo di difficoltà», ha spiegato, mettendo in guardia dal rischio di considerare il ritorno al campionato come un appuntamento più semplice rispetto alla Champions League. Per la Roma sarà necessario ritrovare intensità e organizzazione senza poter contare su diversi giocatori fondamentali, in una gara nella quale l'avversario proverà presumibilmente a limitare gli spazi e a sfruttare le difficoltà di una formazione reduce da impegni ravvicinati.Il ritorno di De Rossi all'Olimpico aggiunge inevitabilmente una componente emotiva alla partita, considerando il legame dell'ex capitano con la Roma e con il pubblico giallorosso. Gasperini, tuttavia, ha scelto di mantenere il discorso sul piano strettamente sportivo, richiamando l'importanza di una risposta immediata dopo la delusione europea. La possibilità di giocare nuovamente a distanza di pochi giorni viene considerata un vantaggio, perché impedisce alla squadra di soffermarsi troppo a lungo sulla sconfitta contro il Real Madrid e offre l'occasione di trasformare la delusione in motivazione. Il tecnico vuole ritrovare una Roma capace di imporre la propria identità, anche attraverso giocatori meno utilizzati che dovranno dimostrare di poter sostenere le responsabilità normalmente affidate ai titolari. La formazione dipenderà dalle ultime valutazioni sulle condizioni dei disponibili, ma l'allenatore ha già chiarito di essere pronto ad adattare le proprie scelte alle necessità del momento. «Domani abbiamo bisogno di forza, di energia. Rientriamo a giocare in campionato dove siamo protagonisti», ha concluso, indicando la direzione che intende seguire.Contro il Genoa, dunque, la Roma non si gioca soltanto la possibilità di riprendere il proprio cammino in Serie A, ma anche una parte importante del processo di crescita richiesto da Gasperini. Le assenze obbligheranno la squadra a trovare soluzioni differenti, mentre il peso delle ultime partite renderà fondamentale la gestione delle energie. Pellegrini potrebbe assumersi nuove responsabilità a centrocampo, De Roon rappresenterà ancora un riferimento di esperienza e Castro avrà l'opportunità di dimostrare di poter incidere anche dall'inizio. Sullo sfondo rimane la necessità di recuperare progressivamente gli infortunati e costruire rotazioni più profonde, indispensabili per sostenere un calendario destinato a diventare sempre più impegnativo. La sconfitta contro il Real Madrid ha mostrato quanto la Roma possa essere competitiva, ma anche quanto sia sottile il confine tra una grande prestazione e un risultato negativo quando vengono meno attenzione e organizzazione. Gasperini non chiede alla squadra di dimenticare quella serata, bensì di utilizzarla per correggere gli errori senza perdere fiducia. La risposta dovrà arrivare già sabato sera, davanti a un Olimpico che ritroverà De Rossi da avversario e una Roma chiamata a dimostrare che il valore espresso in Champions può tradursi immediatamente in risultati anche in campionato.

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