Il Real Madrid si riappropria del proprio palcoscenico elettivo, la Champions League, staccando un pass per gli ottavi di finale al termine di una sfida intrisa di sofferenza e tensione nervosa. Dopo il successo di misura dell'andata firmato da Vinícius, i ragazzi di Álvaro Arbeloa hanno piegato la resistenza del Benfica per 2-1, archiviano una pratica resa complicata non solo dal valore tattico dei portoghesi, ma anche da un clima ambientale surriscaldato dalle recenti frizioni in Liga. In un Bernabéu inizialmente polemico dopo il sorpasso subito dal Barcellona, le "Merengues" hanno saputo isolarsi, reagendo con cinismo alla strategia d'assedio orchestrata da un José Mourinho costretto alla tribuna per squalifica.
A poche ore dal verdetto del campo, la cronaca del match racconta di un avvio shock per i padroni di casa. Al 14’, una sfortunata deviazione di Carreras ha obbligato Courtois a un intervento prodigioso, vanificato però dal tap-in immediato di Rafa Silva, lesto nel siglare lo 0-1. La congiuntura favorevole ai lusitani è durata però lo spazio di un sospiro: appena centoventi secondi dopo, Federico Valverde — autentico polmone e mente dei bianchi — è arrivato sul fondo servendo un pallone a rimorchio per Aurélien Tchouaméni, il cui fendente ha trafitto Trubin riportando il match sui binari dell'equilibrio.





