Intrigo Champions per Gasperini: la tentazione Vaz e il rebus tattico della Roma
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Intrigo Champions per Gasperini: la tentazione Vaz e il rebus tattico della Roma

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A poche ore da un confronto che si preannuncia spartiacque per le ambizioni europee del sodalizio capitolino, l'ambiente giallorosso è attraversato da un profondo dibattito tattico. L'assenza forzata di Ndicka, appiedato dal giudice sportivo, costringe Gasperini a ridisegnare non solo il pacchetto arretrato, ma l'intera impalcatura di una squadra chiamata a risolvere il problema dell'isolamento offensivo di Malen. La gestione della congiuntura attuale vede il tecnico oscillare tra l'usato sicuro e l'audacia di un tandem d'attacco inedito. La metamorfosi del centrocampo: l'opzione esperienza Il primo scenario al vaglio del tecnico prevede un innalzamento del baricentro di Pellegrini, con l'inserimento di Cristante in una posizione di trequartista centrale atipico. Questa soluzione risponde alla necessità di affidarsi a giocatori di consolidata esperienza in un match dove la gestione della pressione emotiva sarà determinante per la corsa alla Champions League. In questo assetto, il capitano agirebbe a ridosso della punta olandese, garantendo densità in fase di non possesso e una maggiore protezione alla mediana, dove la presenza di Koné resta il cardine imprescindibile, nonostante i recenti timori legati a un affaticamento muscolare. Il fattore Vaz e la difesa "nuova" La vera tentazione di Gasperini porta però il nome di Vaz. Il giovane attaccante francese contende una maglia da titolare a Niccolò Pisilli: l'inserimento della seconda punta pura modificherebbe strutturalmente il volto della Roma, trasformando il modulo in un attacco a due punte per offrire a Malen quel supporto mancato nelle ultime uscite. Tale mossa comporterebbe lo scivolamento di Cristante sulla linea dei mediani e il ritorno di Pellegrini nel ruolo di rifinitore, ricalcando lo spartito già visto al Dall'Ara. Parallelamente, il pacchetto difensivo deve fare i conti con l'assenza del centrale ivoriano. «La sostituzione di Ndicka richiede un riposizionamento tattico che garantisca la medesima solidità nelle transizioni negative», filtrerebbe dai corridoi di Trigoria. La soluzione più accreditata vede Mancini agire da perno centrale, affiancato da Ghilardi e Hermoso. Proprio allo spagnolo sarà affidato il compito di disinnescare Paz, in un duello individuale che già all'andata aveva caratterizzato il volto del match. Resta viva, seppur più defilata, l'ipotesi dell'inserimento di Ziolkowski al centro, mossa che permetterebbe a Mancini di presidiare la sua consueta zona di competenza sul centro-destra.

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