Il portiere giallorosso evita più volte il gol degli azzurri, ma non convince sulla conclusione di McTominay. Una prestazione difficile da giudicare, proprio mentre Gasperini deve continuare a fare a meno di Svilar.
Pierluigi Gollini è stato uno dei protagonisti più discussi del 3-3 tra Napoli e Roma, disputato sabato 24 ottobre allo stadio Diego Armando Maradona. Il portiere giallorosso ha alternato interventi decisivi a situazioni gestite con minore sicurezza, contribuendo a mantenere in partita la squadra di Gian Piero Gasperini ma lasciando anche qualche responsabilità sui gol subiti. Dopo due presenze senza reti incassate in Serie A, l'estremo difensore ha dovuto raccogliere tre volte il pallone dalla propria porta, ritrovandosi al centro di valutazioni contrastanti. La doppietta di Balerdi ha permesso alla Roma di evitare la sconfitta, ma il confronto con il Napoli ha offerto indicazioni importanti anche sulla gestione dell'assenza di Mile Svilar, che continua a costringere l'allenatore ad affidarsi all'ex portiere dell'Atalanta.
Il primo episodio da analizzare riguarda il vantaggio realizzato da Anguissa al 28'. Il centrocampista del Napoli ha trovato il gol con una rovesciata sugli sviluppi di un calcio di punizione, sorprendendo Gollini con una conclusione indirizzata nell'angolo. La posizione del portiere e la visuale ostacolata dai numerosi giocatori presenti in area rendono difficile attribuirgli una responsabilità evidente sulla rete, anche se la sua immobilità ha alimentato qualche perplessità. Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, l'azione sarebbe nata da un rilancio impreciso dello stesso Gollini verso Cristante, successivamente costretto a commettere fallo su De Bruyne. Un dettaglio che sposta almeno una parte dell'attenzione dalla conclusione di Anguissa alla gestione iniziale del possesso, aspetto particolarmente importante per un portiere chiamato a partecipare alla costruzione dal basso.











