Il 19 marzo 2026 il Consiglio di Stato si pronuncia sull’appello cautelare presentato da UTR e AIRC contro il decreto del Ministero dell’Interno. Il ricorso contesta il divieto imposto ai tifosi della Roma, residenti nella capitale, di seguire la squadra in trasferta fino al termine della stagione. Si tratta dell’ultimo grado disponibile in sede cautelare, dopo il rigetto parziale pronunciato dal TAR Lazio il 19 febbraio. Roma: gli scontri sull’A1 e il decreto ministeriale La vicenda trae origine dagli scontri del 18 gennaio 2026 sull’autostrada A1, che hanno coinvolto gruppi di tifosi di Roma, Fiorentina, Napoli e Lazio. Due giorni dopo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha firmato un decreto fondato sull’art. 7‑bis.1 della legge 401/1989, che consente la chiusura dei settori ospiti per ragioni di ordine pubblico. Il provvedimento colpisce indistintamente tutti i residenti, senza distinzione tra chi abbia preso parte agli incidenti e chi ne fosse del tutto estraneo. Sulla questione è intervenuto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha riconosciuto la necessità di tutelare l’ordine pubblico. Tuttavia ha anche segnalato il rischio di penalizzare tifosi incolpevoli. La pronuncia del TAR Lazio Il TAR Lazio ha respinto le istanze delle tifoserie coinvolte, ritenendo prevalente l’esigenza di sicurezza pubblica. Ha però concesso un’eccezione limitata per la Roma. Infatti i residenti nelle province laziali diverse da Roma possono tornare a seguire la squadra in trasferta. Tuttavia il divieto rimane in vigore per i residenti della Città Metropolitana. L’appello al Consiglio di Stato: i tre motivi Gli avvocati Lorenzo Contucci, Paolo Alberto Reineri e Fabrizio Grassetti hanno articolato il ricorso su tre argomenti principali. Le contestazioni chiave si sostanziano nella violazione del principio di proporzionalità, nell’ assenza di una valutazione partita per partita, nel contrasto con la Convenzione di Saint‑Denis. Quest'ultima raccomanda l’adozione di misure selettive nei confronti dei singoli responsabili, e non nei confronti di una generalità indeterminata di individui. I possibili esiti e l’impatto sulla stagione Davanti al Consiglio di Stato si profilano degli scenari alternativi. La sospensione totale del divieto, la sospensione parziale circoscritta alle partite a basso rischio, oppure il rigetto integrale del ricorso. Il divieto grava concretamente sulla stagione della Roma. In Europa League, nella trasferta di Bologna, appena un migliaio di tifosi non residenti a Roma ha potuto assistere alla gara. Si precisa, inoltre, che la vicenda ha prodotto un effetto inatteso sul piano dei rapporti tra le curve italiane. Roma, Napoli e Fiorentina si sono ritrovate a fare fronte comune contro le sanzioni collettive, in un’alleanza rara nel panorama ultras italiano.

Roma, tifosi al Consiglio di Stato: il 19 marzo si decide sul divieto di trasferta
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