La Roma entra nella fase più delicata della stagione. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, la squadra di Gian Piero Gasperini è chiamata a reagire subito, affrontando tre partite decisive in pochi giorni che possono indirizzare il cammino tra campionato ed Europa. In palio non c’è solo l’orgoglio, ma la credibilità di un progetto che punta a Champions League ed Europa League. Tre tappe, zero alibi Il tour de force inizia domenica 18 gennaio a Torino, contro una Torino che quest’anno si è rivelata una vera e propria bestia nera: sconfitta in campionato all’andata e beffa in Coppa Italia con il gol subito all’ultimo secondo. Un incrocio che pesa, anche mentalmente. Poi giovedì 22 l’Olimpico ospita lo Stoccarda in Europa: partita da non sottovalutare, perché in queste notti la Roma deve dimostrare maturità e continuità. Infine, l’esame più duro sulla carta: il Milan di Massimiliano Allegri, reduce dall’1-0 dell’andata e convinto di poter replicare. Rosa più profonda, ma serve continuità Il mercato ha iniziato a dare risposte, almeno in attacco. Gli arrivi di Donyell Malen e Robinio Vaz hanno acceso l’entusiasmo e allungato un reparto che aveva mostrato limiti evidenti. Resta però un tema strutturale: la profondità complessiva della rosa. Gasperini ha più volte chiesto rinforzi mirati per reggere il ritmo degli impegni settimanali. Il lavoro del direttore sportivo Frederic Massara non può fermarsi all’attacco: difesa e centrocampo sono chiamati a ricevere nuove energie per rendere la squadra credibile su tutti i fronti. Senza rotazioni affidabili, il rischio è spremere i titolari e pagare il conto alla distanza. Emergenza davanti: occasione per i nuovi A Torino l’attacco sarà in emergenza. Artem Dovbyk è fuori per due mesi, mentre Evan Ferguson resta in forte dubbio. Scenario che apre spazio a nuove gerarchie. Malen si gioca una maglia da titolare con Stephan El Shaarawy e parte leggermente avanti nelle preferenze. L’olandese ha l’occasione di incidere subito e cambiare il volto di un attacco che fin qui ha convinto a tratti. Vaz, invece, non partirà dall’inizio ma può diventare un’arma a gara in corso: fisicità, entusiasmo e nessun timore reverenziale. Questo trittico di partite è più di una semplice sequenza di impegni: è un bivio. La Roma deve dimostrare di saper reagire alle difficoltà, trovare costanza nei risultati e dare segnali di crescita immediati. Senza scuse, senza rinvii. Perché il tempo delle prove è finito: ora servono risposte, sul campo.

Roma, tour de force decisivo: tre partite per migliorare la stagione
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