Sui tetti dei capannoni della Tiburtina c'è una centrale solare che ancora non esiste. A misurarla è il master plan per la Tiburtina Valley, presentato lunedì 5 ottobre 2026 da Roma Capitale: fotovoltaico sulle coperture industriali, batterie, energia condivisa tra aziende vicine e acqua depurata da riutilizzare. L'obiettivo è ridurre tra il 20% e il 40% la spesa energetica delle imprese di uno dei principali distretti produttivi della città.Il documento nasce da Net Zero District, progetto europeo che coinvolge anche Prato, Parma e Bergamo, ed è stato elaborato da Unindustria, Acea, Areti. Lo hanno illustrato il sindaco Gualtieri, l'assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini, il presidente del Municipio IV Massimiliano Umberti e il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo.Fotovoltaico: spazio per altri 145 megawattOggi nella Tiburtina Valley 77 edifici industriali hanno un impianto sul tetto, per 10,5 megawatt. Secondo la mappatura del piano, le coperture del distretto e delle aree collegate di Collatina e del Centro Agroalimentare Romano potrebbero ospitarne altri 145, per quasi 200 gigawattora l'anno. Solo un quinto circa di quell'energia, però, verrebbe consumato da chi la produce: per questo il piano punta anche su accumuli, scambio di energia tra imprese e flessibilità dei consumi.L'investimento stimato va dai 141 a 184 milioni di euro; il solo fotovoltaico si ripaga in un periodo compreso tra 3,6 e 8,8 anni.Depuratore di Settecamini e nuova rete fognariaSul fronte idrico Roma Capitale lavora con Acea Auto 2 alla nuova rete fognaria dell'area industriale, al potenziamento del depuratore di Settecamini e al riuso delle acque depurate, per ridurre i prelievi da pozzi e falda. Un tavolo tecnico con Acea, Autorità di Bacino e Città Metropolitana accompagna gli interventi. Lungo l'asse Tiburtino sono previsti anche nuovi alberi, depaving, e pavimentazioni drenanti contro le isole di calore.Gualtieri: «Un laboratorio di innovazione industriale»«Sostenibilità e competitività possono procedere insieme» ha detto il sindaco, che vuole fare del distretto «un laboratorio di innovazione industriale». Per Segnalini fognatura, depuratore e riuso «fanno parte di una stessa strategia». Biazzo ha rilanciato: «Dobbiamo avere l'ambizione di fare della Tiburtina una grande area industriale europea».Il primo passo indicato dal master plan è una prova sul campo: individuare da tre a cinque siti del distretto in cui raccogliere dati reali di produzione e consumo, per verificare le stime prima di un'eventuale estensione a tutta l'area.

Tiburtina Valley, il master plan: fotovoltaico sui capannoni e bollette giù fino al 40%
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