Zurigo, Svizzera, anno 1955. Negli uffici della FIFA, il vicepresidente Ernst Thommen sta lavorando con dedizione ad un nuovo, ambizioso, progetto: rispondere alla nascita della Coppa Dei Campioni, la nuova competizione della UEFA. La sua idea è audace: un torneo riservato alle squadre delle città sedi di fiere internazionali, con il preciso obiettivo di dare nuova linfa alla stagnante economia europea, ancora stremata dalle ferite della Seconda Guerra Mondiale. Il progetto ottiene il favore del Comitato FIFA, anche grazie al sostegno di Stanley Rous, futuro presidente della Federazione, e all'appoggio di Ottorino Barassi, allora presidente della nostra FIGC. Il 18 aprile 1955, a Basilea, nasce ufficialmente la Coppa delle Fiere. Concepita inizialmente come una competizione di lungo termine da svolgersi addirittura nell'arco di tre anni, la formula non riscontra il favore del pubblico, che fatica a restare coinvolto e partecipe per così tanto tempo. Nel 1958 il torneo viene quindi ridotto a due anni, ma l'interesse resta tiepido. Poi, dal 1960, prendendo spunto proprio dalla Coppa dei Campioni, si decide di passare ad un format annuale. E proprio nella prima edizione "breve", quella del 1960-1961, a trionfare saremo noi. Sarà la nostra Roma. Clicchiamo sul tasto rewind e riviviamo insieme la storica finale di Coppa delle Fiere dell'11 Ottobre 1961. Il cammino trionfale della Roma nella Coppa delle Fiere 1960-1961 Il cammino in coppa della Roma inizia nell'Ottobre del 1960, con il doppio scontro contro l'Union St.Gilloise, spazzato via nella gara di ritorno all'Olimpico da un 4-1 firmato Giuliano, Menichelli, Manfredini e Lojacono. Stesso risultato che la Roma impone ai tedeschi del Colonia nei quarti di finale, nella partita di spareggio giocata nella Capitale dopo i pareggi dell'andata e del ritorno (ancora non esisteva la regola dei gol in trasferta o quella dei rigori finali). In semifinale un'altra prova difficile: la Roma si trova di fronte gli scozzesi dell'Hibernian, protagonisti dell'eliminazione del Barcellona campione in carica. Dopo il 2-2 in Scozia e il 3-3 al ritorno all'Olimpico, serve, ancora una volta, una terza partita: davanti a 50mila tifosi giallorossi, la Roma rifila ben sei gol agli scozzesi (Manfredini ne segna quattro da solo) e si regala la finale rispedendo ad Edimburgo gli amici d'oltremanica. Siamo a fine maggio e la finale si gioca a fine settembre. C'è ancora una vita davanti. In quei quattro mesi di fermo, nella Capitale qualcosa cambia, e a fine stagione il presidente Anacleto Gianni decide che è arrivato il momento di cambiare guida tecnica. Al posto di Alfredo Foni, ex bandiera della Juventus da calciatore e storico ex manager dell'Inter, nonché padre riconosciuto del "catenaccio all'italiana", viene scelto un allenatore rivoluzionario e vincente: Luis Antonio Carniglia, reduce dai successi spagnoli ed europei con il Real Madrid - vincitore di due Coppe Campioni consecutive con lui in panchina. Arrivato a Roma, il nuovo tecnico argentino ha un solo obiettivo: alzare la Coppa delle Fiere e incidere il suo nome e quello della Roma nella storia del calcio. Ci riuscirà. La finale di andata: Birmingham 2-2 Roma, Cudicini e Manfredini trascinano la Roma L'ultimo ostacolo tra la Roma e la Coppa delle Fiere è il Birmingham di Mister Merrick, già finalista nell'edizione precedente vinta dal Barcellona. Il 27 Settembre 1961 va in scena la finale d'andata in Inghilterra, allo stadio St.Andrews. I padroni di casa, sostenuti da 30mila tifosi, partono forte e mettono alle corde i giallorossi, che resistono grazie alle straordinarie parate di Ragno Nero Cudicini. Poi, da vera squadra italiana, la Roma, dopo essersi difesa in maniera ordinata e compatta, colpisce in contropiede al 30': Orlando recupera palla poco fuori l'area di rigore giallorossa, con rapidità dà il via alla ripartenza, poi, superato il centrocampo, serve Manfredini tra i difensori biancoblù. L'azione sembra sfumare, ma l'oriundo giallorosso si divincola dalla marcatura, si gira e lascia partire un destro che fulmina il portiere Schofield. Al St.Andrews cala il gelo: è 0-1 Roma. Nella ripresa gli inglesi assediano sin da subito la difesa giallorossa con una pressione asfissiante. La Roma va in sofferenza, vacilla, ma rimane a galla grazie alle prodezze del suo portierone. Poi al 56' riesce a trovare, inaspettatamente, il raddoppio. E il protagonista è sempre lui: Pedro Manfredini. L'attaccante romanista sfrutta un'incertezza della retroguardia inglese sul tiro di Menichelli e da pochi passa dalla porta sigla lo 0-2. Sembra fatta. Sembra che la coppa sia proprio lì ad aspettare la Roma, ma a 12' dalla fine gli uomini di Carniglia crollano e si fanno rimontare dai gol di Hellawell e di Horritt, sui quali, questa volta, Cudicini non può fare nulla. Finisce 2-2. Tutto rimandato. Tutto da decidere nella finale dell'Olimpico. La finale di ritorno: Roma 2-0 Birmingham, la Coppa delle Fiere è giallorossa Mercoledì 11 Ottobre 1961, giorno della finale di ritorno. Roma è nel caos per uno sciopero dei mezzi che ha bloccato la città e i suoi abitanti, ma non i tifosi giallorossi che riempiono l'Olimpico nella speranza di vedere la Roma vincere il primo trofeo internazionale della sua storia. Nonostante i 50mila romanisti presenti, l'inizio è complicato: gli uomini di Carniglia, pur sfiorando il gol in due occasioni con l'onnipresente Manfredini, sono visibilmente nervosi. Le aspettative della vigilia di un intero popolo e di una intera città, iniziano a farsi sentire e la paura di non farcela si aggrappa alle gambe dei giallorossi. I tifosi lo percepiscono e provano a trasmettere coraggio ai loro guerrieri in campo con un unico coro che dagli spalti si riversa sul campo: "Roma, Roma, Roma!". Quell'unico grido accende la passione e la grinta dei ragazzi di Carniglia, forse anche troppo: la partita diventa più dura e in mezzo al campo nascono i primi battibecchi e i primi accenni di risse, alimentati dall'animo argentino di Manfredini e Lojacono. Quest'ultimo perde addirittura la testa arrivando quasi a mettere le mani in faccia all'arbitro, scambiandolo, probabilmente, per l'impugnatura della Coppa. Dopo un'ora di gioco, finalmente l'episodio che segna la svolta: al 56' Lojacono calcia in porta, il portiere del Birmingham Schofield respinge, ma la palla viene raccolta dal terzino Farmer che, nel tentativo di allontanare il pallone, si fa un clamoroso autogol. L'Olimpico esplode in un boato che travolge tutta la città, i giallorossi in campo esultano rincorrendo Lojacono, mentre Carniglia in panchina si lascia andare ad una moderata esultanza. Sa che la partita è ancora lunga e sa che il Birmingham non è di certo morto. Gli inglesi, infatti, sospinti dall'orgoglio, iniziano ad attaccare a testa bassa, ma la retroguardia giallorossa, manovrata dai consigli di Cudicini, e guidata dal capitano "Core de Roma" Giacomo Losi, diventa un vero e proprio muro impossibile da superare. A pochi minuti dalla fine, mentre l'Olimpico inizia a vestirsi a festa, la Roma - dopo l'ennesimo attacco inglese - riparte in contropiede e cala il colpo finale: Pestrin si invola da solo verso l'area del Birmingham, poi, arrivato a ridosso della difesa avversaria, lascia partire un gran destro da fuori che va a trovare l'incrocio dei pali. È il gol del definitivo 2-0. Mentre i giocatori corrono ad abbracciare l'autore del gol e lo stadio si trasforma in un mare giallorosso in tumulto, Carniglia in panchina finalmente si lascia andare ad un sorriso sincero e liberatorio. Sa che adesso il trionfo è davvero reale. Qualche secondo dopo il fischio finale del direttore di gara decreta solo una cosa: la Roma è campione. La Roma ha vinto la Coppa delle Fiere.

11 Ottobre 1961: la Roma conquista la Coppa delle Fiere, il primo trofeo internazionale della sua storia
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