La Procura federale valuta le frasi pronunciate dopo il 3-3 del Maradona. Attesa la squalifica per l'espulsione, mentre un eventuale secondo procedimento potrebbe portare a una multa.
La Procura federale della FIGC sta valutando le dichiarazioni attribuite a Massimiliano Allegri dopo il pareggio per 3-3 tra Napoli e Roma, disputato sabato 24 ottobre allo stadio Diego Armando Maradona. L'allenatore azzurro, espulso nei minuti finali per proteste, potrebbe andare incontro a conseguenze disciplinari ulteriori rispetto alla squalifica legata al cartellino rosso. Al centro degli approfondimenti ci sono alcune frasi che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sarebbero state pronunciate nei locali dello stadio prima della conferenza stampa e che contengono riferimenti alla qualificazione della Roma alla Champions League nella stagione 2025-2026. Il procuratore federale Giuseppe Chinè, presente personalmente al Maradona, dovrà valutare se esistano gli elementi per avviare un procedimento autonomo. La distinzione tra quanto accaduto durante la partita e le successive esternazioni è fondamentale, perché le due vicende potrebbero seguire percorsi disciplinari differenti.
Il nervosismo di Allegri era esploso dopo il gol del definitivo pareggio di Leonardo Balerdi, arrivato all'89' al termine di un'azione contestata dalla panchina napoletana. Il tecnico aveva protestato per un contatto che aveva coinvolto il difensore argentino e Sam Beukema, senza che l'arbitro Andrea Colombo ravvisasse un'irregolarità tale da annullare la rete. Su segnalazione del quarto ufficiale Juan Luca Sacchi, Allegri era stato espulso. Nelle interviste successive, l'allenatore aveva contestato il provvedimento, sostenendo di non aver pronunciato espressioni tali da giustificare il cartellino rosso. Il rapporto degli ufficiali di gara sarà determinante per stabilire l'entità della squalifica, mentre le testimonianze relative agli episodi avvenuti successivamente potranno essere valutate nell'ambito dell'attività della Procura federale.










