Il centravanti argentino non ha deluso le aspettative: l'assenza di Donyell Malen aveva impensierito la società giallorossa, la quale si è affidata all'ex Bologna. Dopo diverse porzioni di gara giocate nelle giornate precedenti, Santiago Castro ha avuto l'opportunità di rientrare tra gli 11 titolari nella gara dell'Olimpico contro il Genoa. Col peso delle aspettative sulle spalle, il 9 giallorosso ha comunque dimostrato le grandi qualità da attaccante tecnico che tutti conoscevano, ma è al minuto 50 che il campione si è fatto vedere: in una cerchia di avversari ad aggredirlo all'interno dell'area di rigore, Castro ha visto l'incrocio dei pali scoperto e ha alzato un pallonetto formidabile che ha scavalcato difesa e portiere rossoblù, insaccandosi per la rete dell' 1-0.Subito alla mente il cucchiaio di TottiInutile dire che la prodezza dell'argentino non è stata un'inedito a Roma. Alla visione di quel pallone morbido alzato dal centravanti, qualsiasi cuore romanista è tornato immediatamente a quel derby di ritorno del 2002: in quella memorabile stracittadina Totti firmò il 5-1 con il celebre cucchiaio spedito direttamente da fuori area. Pochi anni dopo, nella trasferta del 2005 a San Siro contro l'Inter, il capitano portò la Roma sul momentaneo 2-0 con un coast to coast partito da centrocampo, seminando l'intera difesa nerazzurra e battendo Julio Cesar con il solito pallonetto da fuori area.Il capolavoro di Pjanic e la nascita di ZanioloCome già anticipato, quella di alzare la traiettoria del pallone a campanile sopra la difesa, è un sempreverde a Roma quando si parla di grandi talenti. Oltre alle magie di Francesco Totti, un altro capolavoro del genere in maglia giallorossa è stato sigillato da Miralem Pjanic nel 2013 al Bentegodi di Verona. Era la seconda giornata di campionato quando il bosniaco, a palla recuperata sulla trequarti avversaria, con il portiere del Verona Gabriel fuori dai pali, ha alzato il lob sopra tutta la difesa avversaria sfiorando la parte bassa della traversa, per poi entrare in rete. Il ricordo più recente e più doloroso di questo tipo di giocata è sicuramente il primo centro in Serie A di Niccolò Zaniolo. Era il dicembre del 2018 e si giocava Roma-Sassuolo, il giovanissimo esterno d'attacco alla prima stagione tra i professionisti, aveva appena mandato al tappeto con una finta di corpo il difensore neroverde Ferrari e il portiere Consigli, invece di depositare normalmente la palla in rete ha scavalcato le mani dell'estremo difensore alzando il cucchiaio sopra di lui. Ricordo amaro questo per i romanisti, che da lì in poi avrebbero visto il loro beniamino portarli a vincere la Conference a Tirana per poi fischiarlo all'unisono all'Olimpico da avversario.

Castro come Totti e Pjanic: il pallonetto a Roma è un cult
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