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Juventus, Cuadrado chiede scusa per il passaggio all'Inter: «Ho deluso i tifosi»

L'ex esterno bianconero torna sull'addio del 2023 e racconta il rimpianto di non aver concluso la carriera a Torino. Poi parla della squadra di Spalletti, di Yildiz e del legame con Lucumí.

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Juan Cuadrado chiede scusa ai tifosi della Juventus per aver scelto l'Inter nell'estate del 2023. A distanza di oltre tre anni dal trasferimento a Milano, il colombiano ammette di non aver compreso fino in fondo quanto quella decisione avrebbe ferito un ambiente nel quale aveva trascorso otto stagioni. Oggi gioca nei Millonarios, nel suo Paese, ma continua a seguire i bianconeri e non nasconde il desiderio che il rapporto con la tifoseria possa essere ricucito. Nell'intervista concessa a Tuttosport alla vigilia di Fiorentina-Juventus, in programma domenica 8 novembre, l'ex esterno ripercorre le circostanze del suo addio, rivelando che Massimiliano Allegri avrebbe voluto trattenerlo e che lui stesso sperava di concludere la carriera a Torino.

Il contratto era arrivato a scadenza e, secondo il racconto di Cuadrado, tra le parti esisteva già un'intesa verbale per proseguire insieme. La Juventus aveva bisogno di un esterno dopo l'infortunio di Mattia De Sciglio, ma il rinnovo non si concretizzò. Il colombiano racconta di non aver gradito le modalità della separazione e di aver accettato l'offerta dell'Inter soprattutto per continuare a giocare ad alto livello. Soltanto dopo il trasferimento avrebbe compreso quanto fosse difficile, per chi aveva indossato a lungo la maglia bianconera, passare direttamente a una delle rivali più sentite. Una spiegazione destinata probabilmente a dividere ancora i tifosi: dopo otto anni alla Juventus, la rivalità con l'Inter non poteva essere sconosciuta. Cuadrado, però, non cerca di negare l'amarezza provocata dalla sua scelta e si assume la responsabilità di aver sottovalutato la reazione dell'ambiente.

Juan Cuadrado in azione con la Juventus
Juan Cuadrado in azione con la Juventus

Il rimpianto per Torino e le scuse ai tifosi

Il passaggio più personale dell'intervista riguarda proprio il rapporto con la Juventus. Cuadrado ricorda la Continassa come una seconda casa e attribuisce una parte importante della propria crescita ai compagni incontrati durante gli anni a Torino. Cristiano Ronaldo gli ha trasmesso il valore della disciplina, mentre Giorgio Chiellini, Gianluigi Buffon e Claudio Marchisio sono stati esempi di leadership anche fuori dal campo. Di Allegri conserva soprattutto gli insegnamenti tattici: fu il tecnico livornese ad aiutarlo a migliorare nella fase difensiva, rendendolo capace di giocare anche da terzino. Sono ricordi che spiegano perché l'addio del 2023 continui a pesargli più di altri trasferimenti affrontati durante la carriera.

«Sì, oggi mi sento di chiedere scusa ai tifosi che ho deluso», dice Cuadrado, nella speranza che il tempo abbia attenuato il rancore nei suoi confronti. Avrebbe preferito chiudere l'esperienza da calciatore proprio alla Juventus e considera ancora Torino una città nella quale tornerebbe volentieri a vivere. Non pretende di cancellare la scelta fatta tre anni fa, ma vorrebbe che i sostenitori bianconeri tornassero a ricordare anche ciò che aveva costruito prima di vestire la maglia nerazzurra: le vittorie, le stagioni trascorse insieme e un contributo che per lungo tempo lo aveva reso uno dei giocatori più amati della squadra.

luciano spalletti
Luciano Spalletti (Juventus)

La Juventus di Spalletti, Yildiz e il consiglio dato a Lucumí

Cuadrado segue con attenzione anche il presente della Juventus, impegnata nella ricostruzione di una squadra molto diversa da quella nella quale aveva giocato. Rispetto al gruppo ricco di campioni ed esperienza che aveva conosciuto, vede oggi una formazione giovane, ancora alla ricerca di continuità. Il colombiano riconosce un ruolo importante a Bremer, Manuel Locatelli, Weston McKennie e Carlo Pinsoglio, considerati riferimenti preziosi per i compagni meno esperti. Confida soprattutto nel recupero degli infortunati e nelle qualità di Kenan Yildiz, dal quale si aspetta un contributo decisivo una volta tornato a disposizione. Secondo Cuadrado, la sosta per le nazionali potrebbe aiutare Luciano Spalletti a preparare una squadra più matura per i prossimi impegni.

Tra i giocatori arrivati recentemente a Torino, l'ex esterno segue con particolare affetto Jhon Lucumí, suo connazionale e amico. Prima del trasferimento dal Bologna, il difensore gli aveva chiesto informazioni sulla Juventus e Cuadrado lo aveva incoraggiato a scegliere il club bianconero. Ora è convinto che possa diventare un punto fermo della difesa, anche se riconosce quanto sia impegnativo adattarsi alle aspettative di una società abituata a competere per vincere. Ha espresso apprezzamento anche per Kerim Alajbegovic, un altro giovane nel quale la Juventus sta investendo.

Il legame con i bianconeri è rimasto forte anche in famiglia. Cuadrado racconta che sua madre, tifosa juventina, gli aveva chiesto spiegazioni per il recente periodo negativo della squadra. Lui aveva risposto con la sicurezza di chi conosce quell'ambiente: «Vedrai mamma, la Juve non muore mai». Le vittorie contro Napoli e AZ Alkmaar gli hanno dato motivo di rivendicare quella fiducia. Domenica sera, contro la Fiorentina, seguirà da lontano una partita che riunisce due tappe fondamentali della sua carriera italiana. Ma se gli anni a Firenze gli hanno permesso di affermarsi, è a Torino che Cuadrado sente ancora di appartenere.

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