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Inter-Como, Chivu era già la prima scelta: perché Oaktree mandò Ausilio da Fabregas

Il viaggio a Londra del giugno 2025 nacque dalla volontà della proprietà di valutare un'alternativa dopo l'addio di Inzaghi. Lo spagnolo rimase sul lago e i due allenatori, oggi protagonisti ai vertici della Serie A, si ritrovano a San Siro.

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Cristian Chivu era già nei piani dell'Inter quando Piero Ausilio volò a Londra per incontrare Cesc Fabregas nel giugno 2025. Il viaggio del dirigente nerazzurro, organizzato nei giorni successivi all'addio di Simone Inzaghi, non nacque da un ripensamento sulla candidatura dell'ex difensore rumeno, ma dalla richiesta di Oaktree di valutare altre possibilità prima di affidare la panchina. A ricostruire il retroscena è Paolo Condò sul Corriere della Sera, alla vigilia di Inter-Como, in programma domenica 8 novembre alle 18 a San Siro. Diciassette mesi dopo, quella ricerca di un allenatore mette nuovamente di fronte due uomini che hanno seguito strade diverse e ottenuto risultati importanti: Chivu ha vinto scudetto e Coppa Italia alla guida dell'Inter, mentre Fabregas ha portato il Como alla prima qualificazione europea della sua storia, conquistando un posto nella Champions League 2026/2027.

Per comprendere il significato di quel viaggio bisogna tornare ai primi giorni di giugno dello scorso anno. L'Inter aveva appena perso 5-0 contro il Paris Saint-Germain nella finale di Champions League del 31 maggio a Monaco di Baviera. La sconfitta aveva lasciato il segno, ma Giuseppe Marotta e Piero Ausilio non avevano ancora deciso di cambiare allenatore. Fu Inzaghi, nell'incontro del 3 giugno, a comunicare la volontà di interrompere il rapporto con il club. La dirigenza si ritrovò così a dover individuare rapidamente un successore, con il Mondiale per Club ormai vicino e una squadra reduce da una stagione terminata senza trofei. Il nome di Chivu emerse subito per la conoscenza dell'ambiente, il lavoro svolto nel settore giovanile nerazzurro e l'esperienza appena conclusa al Parma, dove aveva ottenuto la salvezza. Una candidatura che convinceva Marotta e Ausilio, ma sulla quale la proprietà volle svolgere un'ulteriore valutazione.

cesc fabregas
Cesc Fabregas (Como)

Il viaggio a Londra e il rifiuto di Fabregas

Fu Oaktree a suggerire di sondare anche la disponibilità di Fabregas. Per un fondo proprietario, confrontare più candidature prima di una decisione rilevante rientra nelle normali procedure di valutazione. Ausilio conosceva lo spagnolo da tempo e sapeva quanto fosse difficile convincerlo a interrompere il percorso intrapreso con il Como. Partì ugualmente per Londra, dove l'allenatore si trovava in quei giorni, e lo incontrò per capire se esistessero margini per un trasferimento a Milano. Il colloquio fu cordiale, ma Fabregas non mostrò l'intenzione di lasciare il club lariano. La sua risposta confermò le difficoltà che il dirigente nerazzurro aveva già previsto prima della partenza.

Il tecnico spagnolo aveva buone ragioni per restare. A Como disponeva della fiducia della proprietà, di risorse per intervenire sul mercato e di un ruolo centrale nella costruzione della squadra. L'Inter gli avrebbe offerto una panchina di prestigio, con l'obbligo immediato di competere per i principali trofei; sul lago, invece, poteva continuare a sviluppare un gruppo secondo le proprie idee, scegliendo insieme alla società i profili più adatti. C'era anche la posizione del Como, tutt'altro che disposto a lasciarlo partire. Il presidente Mirwan Suwarso confermò pubblicamente che l'Inter aveva chiesto di poter parlare con l'allenatore e che il club aveva respinto la richiesta. La permanenza di Fabregas divenne così una scelta condivisa, sostenuta dalla convinzione che quel progetto avesse ancora ampi margini di crescita.

Chiarita la situazione, l'Inter affidò la panchina a Chivu. Il rumeno non si ritrovò quindi a Milano soltanto perché Fabregas aveva rifiutato, almeno secondo la nuova ricostruzione dei passaggi decisionali. La dirigenza lo considerava già adatto al ruolo, mentre il contatto con lo spagnolo aveva consentito alla proprietà di esaminare un'alternativa. La distinzione conta, perché restituisce a Chivu il peso di una scelta tecnica maturata prima del viaggio londinese, non quello di una soluzione cercata all'ultimo momento dopo il fallimento di una trattativa.

Chvu tecnico dell'Inter
Chvu tecnico dell'Inter

Due progetti riusciti, ora la sfida vale per la classifica

La stagione successiva ha dato risultati che difficilmente i due club avrebbero potuto migliorare nei rispettivi obiettivi. Chivu ha conquistato il ventunesimo scudetto dell'Inter, matematicamente raggiunto il 3 maggio 2026 con la vittoria sul Parma, e dieci giorni dopo ha completato la doppietta nazionale battendo la Lazio nella finale di Coppa Italia. Fabregas ha invece condotto il Como al quarto posto in campionato e alla prima partecipazione a una competizione UEFA. La squadra lariana ha proseguito la propria crescita anche nella nuova stagione, arrivando a San Siro dopo il successo sul Venezia in Serie A e il clamoroso 9-1 ottenuto in trasferta contro il Lens in Champions League.

Il confronto tra i due allenatori ha già regalato all'Inter una delle partite più emozionanti della scorsa stagione. Nella semifinale di ritorno di Coppa Italia del 21 aprile, il Como si era portato sul 2-0 a San Siro grazie a Baturina e Da Cunha, prima della rimonta nerazzurra firmata dalla doppietta di Çalhanoğlu e dal gol decisivo di Sučić. Quella vittoria aveva spalancato a Chivu le porte della finale, lasciando a Fabregas il rimpianto di un'impresa sfiorata. Il Como non ha ancora trovato il modo di battere l'Inter negli ultimi confronti diretti, ma arriva al nuovo appuntamento con una posizione in classifica che conferma quanto sia cambiato il suo peso nel campionato italiano.

Dopo il successo della Roma sul Sassuolo, i nerazzurri occupano il terzo posto con 25 punti, alle spalle della Lazio a quota 28 e dei giallorossi a 27. Il Como segue con 23 e, vincendo a San Siro, supererebbe proprio l'Inter. Una possibilità che dà alla partita un valore ben diverso da quello di un semplice confronto tra una grande del campionato e una formazione emergente. Per Chivu significa difendere le proprie ambizioni dopo la sconfitta nel derby con il Milan; per Fabregas, misurare ancora una volta la crescita della squadra contro un'avversaria che finora gli ha sempre imposto la propria superiorità. Nell'estate del 2025 l'Inter cercò di capire se lo spagnolo fosse disposto a cambiare panchina. Domenica sarà il campo a misurare quanto sia diventato competitivo il Como che ha scelto di non lasciare.

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