La verità di Totti sulla maglia numero dieci: il messaggio a Dybala e il retroscena su De Rossi
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La verità di Totti sulla maglia numero dieci: il messaggio a Dybala e il retroscena su De Rossi

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Francesco Totti ha scelto di rompere il silenzio sulla gestione della storica maglia numero dieci della Roma, fissando paletti rigidissimi per un'eventuale assegnazione a Paulo Dybala. Intervenuto durante il nuovo episodio del format “Tutti contro Totti” sulla piattaforma Betsson.sport, l'ex capitano ha risposto in modo netto a chi gli chiedeva se l'attaccante argentino fosse pronto a raccogliere la sua eredità calcistica. La confessione, ripresa sulle pagine del quotidiano Il Messaggero, traccia una linea di demarcazione profonda tra l'ambiente della capitale e le passate esperienze professionali della Joya, rimarcando come quel numero abbia un peso specifico differente all'ombra del Colosseo. «Il dieci non puoi darlo a tutti», ha esordito senza giri di parole la bandiera romanista, gelando di fatto le suggestioni di una parte della tifoseria che spingeva per il passaggio di consegne. Il ragionamento dell'ex numero dieci si basa su una severa valutazione del percorso storico e della continuità temporale ad alti livelli, requisiti minimi per poter ambire a una divisa che nessuno ha più indossato dal giorno del suo addio al calcio. «Roma non è Torino. Alla Roma ha giocato quattro anni e la numero dieci te la devi meritare. È un giocatore che può permettersela e mi farebbe piacere, ma quando la prendi significa che sul campo hai fatto qualcosa di importante. Lo ha fatto ma serve continuità per 10/15 anni», ha sentenziato l'ex fuoriclasse. L'intervista è stata anche l'occasione per fare chiarezza sui rapporti personali all'interno del club, soprattutto in merito al legame con l'attuale allenatore giallorosso. Totti, che ha ammesso di essere ancora in attesa di un contatto ufficiale da parte della proprietà guidata dai Friedkin per un eventuale inserimento nei quadri dirigenziali, ha voluto spazzare via una volta per tutte i vecchi pettegolezzi legati a presunte tensioni con Daniele De Rossi ai tempi in cui condividevano lo spogliatoio. I due hanno guidato la squadra per oltre un decennio e le voci su una sotterranea rivalità per la leadership sono state liquidate dal diretto interessato come pure invenzioni mediatiche. «Non c'è mai stato attrito tra noi due, sempre rispetto, amicizia e stima reciproca. Non ci sono mai stati problemi, sono chiacchiere da bar», ha puntualizzato l'ex capitano. Le parole di Totti restituiscono così la fotografia di un legame solido e mai incrinato dalle dinamiche di potere interne a Trigoria, rimandando al mittente i tentativi di speculazione. Il futuro societario resta un'incognita sospesa tra le decisioni della presidenza americana e la volontà di ritrovare un punto di contatto con le proprie leggende, ma la certezza è che per vedere un nuovo padrone della maglia più importante bisognerà attendere ancora molto tempo.

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