Marina Abramovic arriva a Roma con il suo asino di bronzo: l'opera dell'artista promossa dalla Fondazione Alda Fendi
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Marina Abramovic arriva a Roma con il suo asino di bronzo: l'opera dell'artista promossa dalla Fondazione Alda Fendi

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Marina Abramovic è pronta a conquistare gli occhi della Capitale con una nuova opera che è più una "lettera d'amore" rivolta alla città eterna. Commissionata dalla Fondazione Alda Fendi, la scultura sarà visitabile dal prossimo 19 novembre

Personalità eclettica in grado di dare forma (e vita) non solo ad opere d'arte ma a vere e proprie performance che diventano parte dell'esistenza del suo pubblico, visionaria per la sua capacità di evocare emozioni e ricordi in coloro che si ritrovano ad osservare i suoi capolavori creativi. Si tratta di Marina Abramovic, 79 anni, maestra e pioniera della performance art con oltre cinquant'anni di carriera alle spalle durante i quali ha scelto di trasformare il proprio corpo nel principale strumento della sua ricerca artistica, esplorando i confini della resistenza fisica e mentale. Dopo aver lasciato la sua impronta in diverse parti del mondo, l'artista serba approda in Italia, e nello specifico a Roma, con un nuovo progetto speciale: una scultura in bronzo che verrà ufficialmente svelata il prossimo 19 novembre.  

Il dono dell'artista all'Urbe

Il cuore della Capitale si prepara ad ospitare il dono unico che la Abramovic ha riservato alla città di Cesare: un asino realizzato in bronzo, commissionato dalla Fondazione Alda Fendi - Esperimenti che verrà mostrato al pubblico, per la prima volta, a partire dal 19 novembre con l'inaugurazione del progetto "Confession". La scultura sarà collocata, come riporta InsideArt, sotto l'Arco di Giano, al Foro Boario, di fronte alla sede della Fondazione, nel palazzo storico precedentemente riqualificato da Jean Nouvel. "Una lettera d'amore a Roma", così la Abramovic definisce la sua opera in un'intervista rilasciata a "Il Venerdì" di Repubblica, un vero e proprio omaggio all'Urbe che, da secoli, stupisce e fa innamorare il mondo intero. Anche la Capitale, però, ha pensato di celebrarla a suo modo. In vista dell'ottantesimo compleanno dell'artista serba (Marina Abramovic è nata il 30 novembre), infatti, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea esporrà, dal 18 novembre al 4 aprile 2027, una mostra in suo onore dal titolo "Marina Abramovic: Historical Works and Transforming Energy", un'iniziativa di grande valore a cura di Shai Baitel (Direttore Artistico del Modern Art Museum di Shanghai) e Andrea Tarsia (curatore della sezione "Historical Works" che comprende opere iconiche come "Imponderabilia" e "The Artist is Present"). Un viaggio, come specifica il sito ufficiale della GNAMC, dove ripercorrere l'evoluzione della performance art della Abramovic tra opere storiche e lavori più recenti. 

Dalla video performance alla scultura 

Non è la prima volta che un asino attraversa l'immaginario creativo di Marina Abramovic. Una prima apparizione, infatti, ci fu già nel 2010 con "Confession", un video prodotto in bianco e nero della durata di 60 minuti, girato sull'isola di Lamu, in Kenya. Osservando le immagini, l'artista si mostra inginocchiata davanti all'asino, in posizione immobile, mentre lo guarda fisso negli occhi. Sullo sfondo, nel frattempo, scorrono parole e testi che richiamano i dolorosi ricordi d'infanzia dell'artista. In questa dimensione prettamente psicologica, l'asino si trasforma in una sorta di interlocutore silenzioso che, contrariamente a quanto spesso accade nelle relazioni umane, non si limita a giudicare ma intende ascoltare con rispetto e attenzione, le sensazioni che sta provando la persona che ha di fronte. Così, a distanza di sedici anni dalla sua originaria rappresentazione, la Abramovic porta a Roma l'evoluzione di questa video performance con il nuovo progetto "Confession" (il nome riprende il titolo di quella realizzata nel 2010) che, a differenza della prima, intende promuovere, come riporta Artribune, "un atto condivido di trasformazione" dove chiunque del pubblico può provare a liberarsi dai propri fardelli dell'animo, affidandoli a un interlocutore non giudicante, l'asino in bronzo. In questo modo, dunque, si assiste ad un vero e proprio cambiamento: quello che prima era uno sguardo condiviso solo fra artista e animale ora, invece, diventa di tutti, di chiunque si senta pronto a sciogliere ogni nodo della propria vita.  

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