Una corona d’alloro che non verrà mai indossata e un segreto diventato troppo pesante da trascinare. La tragedia di Miriam Indelicato, la studentessa di 23 anni originaria di Campobello di Mazara (Trapani), ha scosso il cuore di Roma in quello che doveva essere il giorno del suo trionfo accademico. Il suo corpo è stato trovato senza vita venerdì 17 aprile nell’androne del palazzo di via di Torrevecchia, dove la giovane risiedeva per i suoi studi. A fare la macabra scoperta è stato il portiere dello stabile, che ha trovato la ragazza riversa a terra nella tromba delle scale. Un volo dal sesto piano che non le ha lasciato scampo. Mentre la Polizia Scientifica lavora per ricostruire le dinamiche della caduta, emerge un retroscena agghiacciante: Miriam aveva invitato i genitori nella Capitale per assistere alla sua discussione della tesi, prevista proprio per ieri. Tuttavia, dai controlli incrociati effettuati dagli inquirenti presso l'Ateneo, è emerso che la ventitreenne non era più iscritta all'università dal 2024. Gli investigatori stanno ora scavando nel "doppio binario" della vita della giovane, cercando di capire se quel finto traguardo accademico abbia innescato un gesto volontario dettato dalla disperazione o se si sia trattato di un fatale incidente domestico. I familiari, giunti a Roma per festeggiare, si sono invece ritrovati a dover effettuare il riconoscimento della salma. Al momento, la Procura mantiene il massimo riserbo in attesa dell'esame medico-legale, ma l'ombra del peso delle aspettative sociali e del fallimento scolastico percepito sembra essere la pista più battuta per spiegare una fine così prematura e violenta.

Tragedia a Roma: Miriam muore nel giorno della finta laurea
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