Giocare la Champions League, si sa, significa maggiore stanchezza mentale e sulle gambe e impone una squadra lunga, disponibile alle rotazioni. Seppur non per tutti i reparti è possibile dire lo stesso, quest'anno la difesa della Roma conta il numero giusto di interpreti, con un turn over assicurato che sfuma sempre di più il confine tra titolari e comprimari.Proprio la difesa, dopotutto, rischia di essere il reparto in cui le rotazioni saranno più necessarie durante l'anno. Caratteristiche tecniche, doti fisiche, giornate no e necessità di recupero: le motivazioni per ruotare sono molte e, per fortuna, la Roma può contare su un reparto arretrato in cui tutti si sentono protagonisti.Le varianti per la difesa giallorossaLe richieste di Gasperini ai difensori li obbligano spesso ad adattarsi a un ruolo ibrido, fatto di inserimenti continui e lunghe corse all'indietro per coprire le ripartenze avversarie. Per informazioni, chiedere a Gianluca Mancini che, mentre da una parte diventa di giorno in giorno un valore offensivo aggiunto ai reparti avanzati, dall'altra sta lasciando il fianco scoperto a qualche distrazione di troppo. Ma non c'è nulla di cui preoccuparsi: è un rischio calcolato. Come pure calcolato è il suo antidoto, con l'opzione Balerdi che finalmente dota Gasperini di un titolare a tutto torno da avere come primissima riserva in panchina. Lo "sceriffo" di Villa Mercedes ha dimostrato di saper ripristinare il baricentro della difesa romanista già contro grandi squadre in questa stagione, prima di tutte l'Inter.Il terzetto titolare - ammesso che di titolari si possa parlare -, composto da Mancini, Ndicka ed Hermoso, quest'anno avrà più spazio per rifiatare, quadagnandone così in presenza e qualità. Il braccetto spagnolo su tutti ha iniziato l'anno con una forma straripante e la solita precisione negli interventi come nei lanci lunghi. Ghilardi, alla seconda stagione all'ombra del Colosseo, cresce e quando entra non fa mai rimpiangere chi esce, come accaduto anche nel big match contro i nerazzurri.Infine, Koulierakis, che ancora i tifosi della Roma non hanno avuto modo di apprezzare più di tanto, ma che nella Capitale ci arriva comunque con un biglietto da visita di tutto rispetto in cui spiccano le 64 presenze complessive col Wolfsburg. Tutte le costruzioni, soprattutto le più alte, devono poter contare su fondamenta solide: e quelle della Roma - i difensori - continuano a dimostrare la loro affidabilità con fatti inoppugnabili: concreti come il cemento.

Roma, dallo "sceriffo" Balerdi alle distrazioni di Mancini: tutte le varianti per la difesa giallorossa
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