Roma, i Friedkin pronti a cambiare strategia: l'Everton può essere ceduto, ora il futuro passa da Trigoria
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Roma, i Friedkin pronti a cambiare strategia: l'Everton può essere ceduto, ora il futuro passa da Trigoria

La famiglia Friedkin sta valutando la cessione del controllo dell'Everton, aprendo una nuova fase nella gestione dei propri investimenti sportivi che potrebbe avere conseguenze importanti anche sul futuro della Roma. La decisione è stata ufficializzata venerdì 9 ottobre 2026 attraverso un comunicato del gruppo americano, proprietario del club giallorosso dall'agosto 2020 e della società di Liverpool dal dicembre 2024. Dopo aver contribuito alla stabilizzazione finanziaria dell'Everton e accompagnato il trasferimento della squadra nel nuovo Hill Dickinson Stadium, Dan Friedkin ha avviato una valutazione delle possibili operazioni societarie, compresa la vendita della partecipazione di maggioranza. Un passaggio che non equivale ancora a una cessione definitiva, ma che apre interrogativi sulla futura distribuzione delle risorse all'interno del gruppo, mentre nella Capitale proseguono il progetto sportivo affidato a Gian Piero Gasperini e il percorso per la realizzazione del nuovo impianto di Pietralata.La notizia assume un significato particolare perché arriva in una fase nella quale la Roma rappresenta uno degli investimenti calcistici più duraturi della famiglia americana, sostenuto attraverso interventi finanziari consistenti e un progetto infrastrutturale destinato a incidere sulla gestione della società per molti anni. L'Everton, acquisito in una situazione economica complessa, aveva ampliato la presenza dei Friedkin nel calcio europeo e creato una struttura proprietaria capace di collegare due campionati di primo piano come Serie A e Premier League. La prospettiva di rinunciare al club inglese modifica questo scenario, lasciando intravedere una possibile semplificazione degli interessi calcistici del gruppo. Non significa necessariamente che le risorse destinate a Liverpool saranno trasferite a Trigoria, ma introduce una questione strategica destinata ad accompagnare i prossimi mesi: quale ruolo assumerà la Roma all'interno di una proprietà sempre più orientata a selezionare investimenti con prospettive di crescita differenti?L'Everton sul mercato cambia gli equilibri: la Roma può rafforzare la propria centralitàL'acquisizione dell'Everton nel dicembre 2024 aveva rappresentato un'operazione importante per il Friedkin Group, che aveva rilevato il controllo di una società storica del calcio inglese alle prese con difficoltà finanziarie, debiti e la necessità di completare il trasferimento in un nuovo stadio. L'intervento della proprietà americana ha contribuito a stabilizzare la situazione economica e a portare avanti il progetto infrastrutturale, creando condizioni differenti rispetto a quelle esistenti al momento dell'acquisto. La scelta di valutare nuovi investitori arriva quindi dopo una fase di riorganizzazione, quando il club può presentarsi sul mercato con una struttura finanziaria più ordinata e un impianto moderno già operativo. Si tratta di elementi che possono rendere l'Everton interessante per potenziali acquirenti, pur senza garantire tempi rapidi o un esito positivo dell'operazione.Per gestire la valutazione delle diverse possibilità, il gruppo ha incaricato Moelis & Company, società specializzata nella consulenza finanziaria e nelle operazioni straordinarie. L'apertura alla vendita della maggioranza rappresenta l'ipotesi più significativa, ma il comunicato ufficiale lascia spazio anche ad altre forme di investimento. La proprietà ha inoltre precisato che prenderà in considerazione soltanto interlocutori ritenuti adeguati a garantire la continuità del progetto sportivo e societario. Una posizione che conferma come il processo sia ancora nella fase esplorativa e non permetta, al momento, di considerare conclusa l'esperienza inglese della famiglia.È proprio questa distinzione a rendere necessaria una lettura prudente delle possibili conseguenze sulla Roma. L'eventuale uscita dall'Everton ridurrebbe il numero dei grandi club calcistici controllati direttamente dai Friedkin, ma non costituirebbe di per sé la conferma di un aumento del budget giallorosso. La disponibilità di nuovi capitali dipenderebbe dal valore dell'operazione, dagli impegni finanziari collegati alla società inglese e dalle successive decisioni della proprietà. Esiste però un possibile vantaggio sul piano della gestione: concentrare attenzione e responsabilità su un numero inferiore di società potrebbe permettere una maggiore continuità decisionale, soprattutto in un momento nel quale la Roma deve coordinare risultati sportivi, sostenibilità economica e sviluppo delle proprie infrastrutture.La presenza del Cannes, altra società calcistica riconducibile al gruppo, non verrebbe automaticamente meno con un'eventuale vendita dell'Everton. Tuttavia, per dimensioni economiche, esposizione internazionale e ambizioni competitive, il club francese occupa una posizione differente rispetto alle due società principali. Una cessione del controllo dell'Everton renderebbe dunque la Roma il riferimento calcistico europeo più importante della famiglia americana, quantomeno per valore e rilevanza strategica degli investimenti finora sostenuti.Il nuovo stadio di Pietralata può diventare il vero centro del progetto FriedkinLa possibile riorganizzazione degli interessi sportivi arriva mentre nella Capitale rimane aperto uno dei capitoli più importanti per il futuro della società: la costruzione del nuovo stadio della Roma a Pietralata. L'investimento complessivo prospettato, nell'ordine di circa 1,4 miliardi di euro, rappresenta un'operazione destinata a incidere non soltanto sulle strutture sportive, ma sull'intero modello economico del club. Un impianto di proprietà consentirebbe infatti di sviluppare nuove opportunità commerciali, migliorare la gestione dei ricavi legati alle partite e ampliare le attività organizzate durante l'anno, riducendo progressivamente la dipendenza dagli incassi tradizionali e dagli interventi degli azionisti.Per comprendere l'importanza del progetto basta considerare la natura degli investimenti effettuati dalla famiglia Friedkin dal 2020. Il sostegno finanziario alla Roma ha superato complessivamente il miliardo di euro, attraverso operazioni necessarie a garantire continuità gestionale, coprire fabbisogni economici e accompagnare il rafforzamento della società. Uno sforzo che testimonia la dimensione dell'impegno assunto dalla proprietà, ma che non può essere considerato illimitato. Il calcio europeo impone vincoli finanziari sempre più stringenti e richiede alle società di costruire ricavi capaci di sostenere autonomamente le spese sportive. In questo contesto, il nuovo stadio non rappresenta soltanto un'opera destinata ai tifosi, ma una componente centrale della strategia di sviluppo.La prospettiva di liberarsi dell'Everton potrebbe rendere più semplice la gestione di un investimento infrastrutturale tanto impegnativo, almeno sul piano dell'organizzazione e delle priorità societarie. Non esiste però un collegamento automatico tra la vendita del club inglese e il finanziamento dello stadio romanista. Le due operazioni appartengono a progetti differenti, con strutture economiche, obblighi finanziari e tempistiche che devono essere valutati separatamente. La loro contemporaneità permette comunque di osservare una possibile direzione: da una parte la scelta di ridimensionare l'esposizione calcistica in Premier League, dall'altra la volontà di continuare a sviluppare a Roma un patrimonio infrastrutturale capace di produrre valore nel lungo periodo.Un altro elemento riguarda la questione della multiproprietà nei rapporti con la UEFA. Il controllo di più società partecipanti alle competizioni europee può determinare problemi regolamentari, imponendo verifiche sui rapporti societari e sull'effettiva indipendenza delle decisioni sportive. Un'eventuale uscita dall'Everton potrebbe ridurre alcune di queste complessità, pur lasciando da considerare la posizione del Cannes e le disposizioni applicabili alle singole competizioni. Semplificare la struttura proprietaria potrebbe diventare un vantaggio amministrativo e strategico, soprattutto per una società come la Roma che considera la partecipazione regolare alle coppe europee una componente essenziale del proprio sviluppo.Dall'Europa agli Stati Uniti: l'operazione NHL da 3,5 miliardiLa decisione sull'Everton si inserisce anche in una fase di espansione degli interessi sportivi della famiglia Friedkin negli Stati Uniti. Il gruppo sta infatti partecipando alla valutazione di un possibile ingresso nella National Hockey League, attraverso un progetto per una nuova franchigia in Texas. L'operazione, sulla quale la lega nordamericana ha avviato un percorso esplorativo, potrebbe richiedere un investimento complessivo nell'ordine di 3,5 miliardi di dollari, considerando i costi di espansione e le infrastrutture necessarie. Si tratta di una prospettiva ancora da definire, ma sufficiente a spiegare quanto la strategia sportiva della famiglia sia destinata ad assumere una dimensione sempre più internazionale.L'interesse per l'hockey nordamericano non deve essere interpretato come una conseguenza già accertata della possibile vendita dell'Everton. Le valutazioni su una nuova franchigia erano state avviate precedentemente e rispondono a dinamiche economiche differenti rispetto a quelle del calcio europeo. La contemporanea presenza delle due operazioni evidenzia tuttavia la volontà del gruppo di valutare investimenti sportivi attraverso criteri di crescita e sostenibilità nel lungo periodo. Una franchigia NHL, inserita nel sistema delle grandi leghe professionistiche statunitensi, possiede infatti caratteristiche commerciali e regolamentari molto diverse da quelle di una società calcistica esposta al rischio sportivo delle competizioni nazionali ed europee.Per la Roma, questa evoluzione rappresenta un elemento da osservare con attenzione. L'eventuale ingresso dei Friedkin nell'hockey comporterebbe impegni economici rilevanti, ma non consentirebbe automaticamente di dedurre una riduzione delle risorse destinate al club giallorosso. Le decisioni di investimento dipenderanno dalla struttura finanziaria delle singole operazioni e dalle priorità definite dalla proprietà. Resta però evidente che la famiglia americana sta attraversando una fase di revisione del proprio portafoglio sportivo, nella quale la permanenza nella Capitale e il completamento dello stadio potrebbero assumere un significato ancora più importante.La Roma resta una scelta di lungo periodo, ma il mercato non cambia automaticamenteIl possibile ridimensionamento degli interessi calcistici inglesi non modifica nell'immediato il lavoro della dirigenza giallorossa e di Gian Piero Gasperini, impegnati nella costruzione di una squadra capace di competere stabilmente ai vertici del campionato e di mantenere una presenza significativa nelle competizioni internazionali. Le esigenze sportive continuano a dover essere affrontate attraverso la programmazione economica e il rispetto delle regole finanziarie, indipendentemente dalla possibilità che il Friedkin Group realizzi un'importante operazione societaria in Premier League. Sarebbe quindi prematuro collegare l'annuncio sull'Everton a nuove disponibilità per le prossime sessioni di calciomercato.Il significato più profondo della vicenda riguarda invece la prospettiva industriale del club. La Roma possiede una base di tifosi internazionale, un marchio riconoscibile e un progetto infrastrutturale che può modificarne il potenziale economico, ma deve ancora trasformare questi elementi in una crescita stabile dei ricavi e della competitività sportiva. L'eventuale concentrazione degli interessi calcistici dei Friedkin sulla società giallorossa potrebbe facilitare una programmazione più lineare, purché accompagnata da decisioni coerenti sul piano dirigenziale, finanziario e sportivo. La storia recente del calcio europeo dimostra infatti che la disponibilità degli azionisti a investire costituisce una condizione importante, ma non sufficiente a garantire risultati duraturi.La giornata del 9 ottobre segna dunque un passaggio che va oltre le vicende societarie dell'Everton. Per la prima volta dall'espansione della famiglia americana in Premier League, viene ufficialmente presa in considerazione la possibilità di abbandonare il controllo di uno dei due principali club del gruppo. La Roma non è in vendita e non risulta coinvolta nel processo di ricerca di nuovi investitori annunciato per la società inglese. Rimane invece al centro di un percorso che comprende il rilancio sportivo, il consolidamento economico e la costruzione di un nuovo stadio.La vera conseguenza della possibile cessione dell'Everton sarà misurabile soltanto quando risulteranno più chiari il futuro assetto proprietario del club inglese e le scelte successive del Friedkin Group. Se l'operazione dovesse concludersi, la Roma potrebbe trovarsi a occupare una posizione ancora più centrale nella strategia calcistica della famiglia. Ma il valore di questa prospettiva dipenderà dai fatti, non dalle intenzioni attribuite alla proprietà. Per i tifosi giallorossi, la domanda decisiva non è quanto denaro possa arrivare dalla vendita dell'Everton, ma quale Roma i Friedkin intendano costruire nei prossimi dieci anni.

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