Cinque marcatori diversi contro l'Udinese, dodici giocatori già a segno in stagione e un primato offensivo mai raggiunto nella storia giallorossa. La squadra cresce anche senza Dybala e Koné, ma i cali di concentrazione restano un limite da correggere.
La Roma di Gian Piero Gasperini ha stabilito un nuovo record offensivo nella propria storia in Serie A, raggiungendo quota 28 gol nelle prime dieci giornate del campionato 2026/2027. Il traguardo è arrivato sabato 31 ottobre, grazie al successo per 5-2 sul campo dell'Udinese, che ha permesso ai giallorossi di salire a 24 punti e mantenere l'imbattibilità stagionale, con sette vittorie e tre pareggi. Mai prima d'ora il club capitolino aveva segnato così tanto nelle prime dieci partite di un massimo campionato: il precedente primato era di 26 reti, raggiunto nelle stagioni 1960/1961 e 2016/2017. La formazione romanista viaggia dunque a una media di 2,8 gol a incontro, ma il dato che meglio racconta il lavoro dell'allenatore riguarda la distribuzione delle marcature. A Udine sono andati a segno cinque giocatori differenti, compresi due difensori, confermando una capacità offensiva che coinvolge ormai l'intera squadra.
La varietà delle soluzioni rappresenta una delle principali differenze rispetto alla Roma della scorsa stagione. Donyell Malen rimane il riferimento più importante negli ultimi metri, ma l'attacco non dipende esclusivamente dalle sue conclusioni. Contro l'Udinese il vantaggio è arrivato da Bryan Cristante, bravo ad accompagnare l'azione e sfruttare il traversone di Wesley, mentre Rodrigo Mora ha trasformato un inserimento centrale in occasione dell'assist servito dallo stesso Cristante. Matías Soulé ha contribuito direttamente alla realizzazione delle reti di Malen e Ndicka, quest'ultima arrivata su calcio d'angolo. Nel recupero Daniele Ghilardi ha completato il risultato, diventando il dodicesimo marcatore stagionale della Roma. Una distribuzione che rende meno prevedibili le azioni giallorosse e costringe gli avversari a prestare attenzione non soltanto agli attaccanti, ma anche ai movimenti dei centrocampisti e alle iniziative dei difensori.











